Papa, appello per il Libano: soluzioni urgenti per la pace

«La comunità internazionale si mobiliti per il Medio Oriente». Mercoledì l’incontro con Olmert

da Roma

Appello del Papa per il Libano e il Medio Oriente, a poche ore dalla manifestazione di Hezbollah a Beirut per costringere alle dimissioni il governo di Siniora e a due giorni dall’udienza che Benedetto XVI concederà al premier israeliano Ehud Olmert. All’Angelus, Papa Ratzinger ha auspicato che la comunità internazionale si mobiliti per «le urgenti soluzioni pacifiche ed eque necessarie per il Libano e l’intero Medio Oriente» e ai «libanesi e ai loro responsabili politici» ha chiesto di avere a cuore «esclusivamente il bene del Paese e l’armonia tra le sue comunità». Per il Paese dei cedri servono, ha aggiunto, «sforzi pazienti e perseveranti, insieme a un dialogo fiducioso e permanente».
La viva preoccupazione con cui Benedetto XVI segue le vicende mediorientali sarà al centro del colloquio con il primo ministro israeliano mercoledì. Olmert vedrà poi il segretario di Stato Tarcisio Bertone. In agenda dei due incontri in Vaticano, la pacificazione mediorientale e lo stallo dei negoziati bilaterali per l’accordo finanziario e giuridico per la Chiesa in Israele. Secondo fonti israeliane, inoltre, non è escluso che Olmert inviti il Papa a visitare Israele. Come ha ricordato a più riprese anche durante la crisi israelo-libanese dello scorso luglio, per il Papa la pacificazione in Medio Oriente si farà riconoscendo il diritto dei libanesi a integrità e sovranità del territorio, degli israeliani a vivere in sicurezza nel proprio Stato e dei palestinesi ad avere una patria libera e sovrana. La diplomazia israeliana, anche nelle scorse settimane, ha rassicurato quella vaticana sulla propria volontà di dialogare con i palestinesi e l’argomento tornerà nell’udienza pontificia a Olmert.
Le questioni bilaterali saranno invece sviscerate nel colloquio con il segretario di Stato. Il nodo sono i patti finanziari e sulla personalità giuridica della Chiesa cattolica in Israele. La formulazione dei patti che avrebbero dovuto attuare l’accordo fondamentale per il riconoscimento reciproco tra Santa Sede e Israele, firmato il 30 dicembre ’93, è andata a rilento per anni, a fasi alterne, con un blocco totale dal 28 agosto 2003 ai primi di luglio 2004, seguito da riunioni sporadiche.
Il Papa ha espresso lo scorso agosto il proprio desiderio di andare in Terra Santa, ma in ambiente vaticano si esclude che possa accettare un invito da Israele se non sarà risolta la questione degli accordi economici e giuridici, che sono fondamentali per la vita della Chiesa e dei cristiani in Israele.
Del resto, si fa osservare in Vaticano, se fallisse l’accordo con Israele sarebbe la fine non solo di una iniziativa localizzata, ma della grande iniziativa di Giovanni Paolo II per il Medio Oriente.