Il Papa chiede l’immediato cessate il fuoco

Andrea Tornielli

da Roma

Il Papa ha indetto per domenica prossima una «giornata di preghiera e penitenza» per la pace in Medio Oriente e ha chiesto l’immediato cessate il fuoco che permetta l’apertura di «corridoi umanitari» per aiutare le popolazioni vittime dei combattimenti.
L’annuncio è stato dato ieri dalla Sala Stampa della Santa Sede, «di fronte all’aggravarsi della situazione», con un comunicato diviso in quattro punti. Nel primo si afferma che il Papa «segue con grande preoccupazione le sorti di tutte le popolazioni interessate e indice per domenica prossima, 23 luglio, una speciale giornata di preghiera e di penitenza, invitando i pastori e i fedeli di tutte le Chiese particolari come tutti i credenti del mondo a implorare da Dio il dono prezioso della pace». L’accenno ai «credenti del mondo» indica che l’invito si estende anche ai non cristiani, e dunque a ebrei e musulmani. Benedetto XVI, si legge nel secondo punto, «auspica che la preghiera si elevi al Signore, perché cessi immediatamente il fuoco tra le parti, si instaurino subito corridoi umanitari per poter portare aiuto alle popolazioni sofferenti e si inizino poi negoziati ragionevoli e responsabili, per porre fine a oggettive situazioni di ingiustizia esistenti in quella regione». Viene qui ripetuto il riferimento alle «ingiustizie» già presente nell’Angelus di domenica scorsa: un riferimento a entrambe le parti in causa, vale a dire agli attentati terroristici e ai lanci di razzi da parte degli Hezbollah così come alle pesanti rappresaglie che colpiscono la popolazione civile.
Il quarto punto è il più «politico». La Santa Sede enuclea la sua posizione in merito al conflitto: «In realtà - afferma il comunicato - i libanesi hanno diritto di vedere rispettata l’integrità e la sovranità del loro Paese, gli israeliani hanno diritto a vivere in pace nel loro Stato e i palestinesi hanno diritto ad avere una loro patria libera e sovrana». È dunque riaffermato il giudizio negativo sull’attacco portato al Libano dalle truppe israeliane già espresso la scorsa settimana dal Segretario di Stato uscente, il cardinale Angelo Sodano. Nel contempo, il Vaticano ribadisce il diritto di Israele di vivere in pace e dei palestinesi di avere finalmente una patria.
L’ultimo punto della nota contiene un invito alla mobilitazione umanitaria: «In questo doloroso momento - si legge nella conclusione - Sua Santità rivolge pure un appello alle organizzazioni caritative, perché aiutino tutte le popolazioni colpite da questo spietato conflitto». Due giorni fa, Benedetto XVI, rispondendo alla domanda di un giornalista a Les Combes, in Val d’Aosta, aveve detto di «ritrovarsi pienamente» nel comunicato finale del G8 sulla crisi mediorientale.