Papa contro l'aborto: "Rispettare la vita"

Celebrata ieri la 30° &quot;Giornata&quot; promossa dalla Cei. Appello contro le interruzioni di gravidanza e l’eutanasia durante l’Angelus: &quot;Tutelare l’uomo specialmente quando è fragile&quot;. Ferrara e la Binetti contestati a Cassino. <strong><a href="/a.pic1?ID=238769">Il neonatologo Rondini</a></strong>: &quot;Quel feto stava in una mano, ora è una ragazza di 20 anni&quot;

Roma - «La vita deve essere tutelata e servita sempre, ancora più quando essa è fragile e bisognosa di attenzioni e cure, sia prima della nascita che nella sua fase terminale». Questo quanto ribadito da Benedetto XVI ieri mattina davanti a una Piazza San Pietro gremita di fedeli radunatisi per assistere alla preghiera dell’Angelus. Il nuovo appello di Ratzinger contro l’interruzione volontaria delle gravidanze e contro l’eutanasia ha notevolmente amplificato l’impatto comunicativo della trentesima «Giornata per la Vita», promossa dalla Conferenza episcopale italiana e celebrata ieri in tutte le parrocchie del Paese. La battaglia in favore della vita della Cei è peraltro tornata nei giorni scorsi al centro del dibattito politico e sociale italiano, grazie anche al documento firmato dai direttori delle cliniche ginecologiche universitarie di Roma, diffuso sabato scorso: nel testo si afferma che è dovere dei medici rianimare i neonati prematuri, anche contro il volere della madre.

Particolarmente rivolte a chi nelle strutture sanitarie presta la sua opera le successive parole del Papa, che ha auspicato che «ognuno, secondo le proprie possibilità, professionalità e competenze, si senta sempre spinto ad amare e servire la vita, dal suo inizio al suo naturale tramonto. È infatti impegno di tutti - ha sottolineato - accogliere la vita umana come dono da rispettare, tutelare e promuovere, ancor più quando essa è fragile e bisognosa di attenzioni e di cure, sia prima della nascita che nella sua fase terminale».

Benedetto XVI ha poi voluto incoraggiare «quanti, con fatica ma con gioia, senza clamori e con grande dedizione assistono familiari anziani o disabili, e a coloro che consacrano regolarmente parte del proprio tempo per aiutare quelle persone di ogni età la cui vita è provata da tante e diverse forme di povertà».

Nel convocare la «Giornata della Vita», nell’ottobre scorso, i vescovi italiani avevano sottolineato come «la civiltà di un popolo si misura dalla sua capacità di servire la vita. I figli - ha affermato ancora la Cei nel suo messaggio - sono una grande ricchezza per ogni Paese: dal loro numero e dall’amore e dalle attenzioni che ricevono dalla famiglia e dalle istituzioni emerge quanto un Paese creda nel futuro. Chi non è aperto alla vita, non ha speranza».

Dal sagrato del Bernini, alle cattedrali e basiliche, fino alle più piccole parrocchie, ieri tutta la Chiesa ha riflettuto e discusso sull’aborto e sull’eutanasia. Nella sua omelia a Milano, il card. Dionigi Tettamanzi, ha invitato i cattolici «a fare di più e meglio» a servizio della vita. Senza citare esplicitamente la legge 194 sull’interruzione di gravidanza, Tettamanzi si è chiesto: «In questo campo abbiamo fatto tutto quello che potevamo fare, tutto quello che dovevamo fare?». Durante la giornata di ieri non sono però mancate voci di dissenso: una sessantina di attivisti favorevoli alla legge 194 hanno accolto ieri a Cassino scandendo «vergogna, vergogna», la senatrice del Pd Paola Binetti ed il direttore de Il Foglio Giuliano Ferrara, a Cassino per partecipare a un convegno.