Il Papa: "La crisi non è finita, bisogna aiutare le famiglie"

E' l'auspicio espresso da Benedetto XVI nell'omelia
dei Vespri di fine 2009. Il presidente della Cei, Bagnasco: nonostante la
tensione dell'ultimo scorcio d'anno "la gente non si arrende"

Città del Vaticano - La crisi non è finita, e occorre impegnarsi ancora per alleviare la situazione di tante persone e famiglie in difficoltà. E' questo l'auspicio espresso con maggior forza dal Papa nell'omelia dei Vespri di fine anno, al quale hanno fatto eco, nei tradizionali Te Deum di ringraziamento, i vescovi delle principali città italiane. Mentre il presidente della Cei, card.Angelo Bagnasco, mette al centro dell' omelia anche la politica, per ribadire che, nonostante la tensione dell'ultimo scorcio d'anno "la gente non si arrende e "vuole uscire" da questa situazione. "Nel lodare il Signore per l'aiuto che le comunità cristiane hanno saputo offrire con generosità a quanti hanno bussato alle loro porte - ha detto il pontefice a san Pietro - desidero incoraggiare tutti a proseguire nell'impegno di alleviare le difficoltà in cui versano ancora oggi tante famiglie provate dalla crisi economica e dalla disoccupazione". Lo stesso pontefice, che domenica scorsa ha pranzato con alcune persone bisognose assistite dalla Comunità di Sant'Egidio, ha poi assicurato la propria "vicinanza spirituale" a "quanti si trovano in situazioni di difficoltà e di disagio" nella capitale. La crisi non è finita, neanche secondo il presidente della Conferenza episcopale, card.Angelo Bagnasco che, nel Te Deum celebrato a Genova ha detto che "bisogna continuare e intensificare tutto quanto è possibile - ha proseguito - per incoraggiare, sostenere, aiutare", le famiglie, "compresi i mutui per la casa, bene prezioso e da tutti desiderato". E' la disoccupazione, invece, a preoccupare maggiormente il card. Carlo Caffarra, arcivescovo di Bologna, che ha esortato a "custodire inviolato il diritto al lavoro come prima difesa della dignità dell'uomo". Il 'Fondo famiglia lavoro' istuito dalla diocesi di Milano è stato ricordato, intanto, dall'arcivescovo di Milano, card.Dionigi Tettamanzi, il quale ha esortato ad adottare un "nuovo stile di vita" per il bene di tutti, uno stile di sobrietà, "umiltà e obbedienza" di chi compie la volontà del Signore, vivendo il suo amore e testimoniandolo nel dono di sé per il bene di tutti, a cominciare dai più piccoli, poveri e sofferenti". Tra gli altri temi delle omelie dell'ultimo dell'anno, spiccano alcuni riferimenti al clima politico. Oltre a Bagnasco, che ha parlato di una "svolta di civilta" seguita all'apice dell'aggressività fisica e verbale a cui si è assistito, ne ha fatto cenno anche l'Osservatore romano in un editoriale che invita i cattolici, anch'essi tra loro divisi, ad un "confronto pacato" in ogni settore.