Il Papa: la diplomazia unica soluzione al problema iraniano

Benedetto XVI: soluzione onorevole all’impasse con Teheran e dialogo con l’Islam moderato

da Città del Vaticano

Il Vaticano ha detto ieri che la diplomazia è l’unico mezzo per risolvere la crisi sul programma nucleare iraniano. La Santa Sede «è fermamente persuasa che anche le presenti difficoltà possano e debbano essere superate per via diplomatica, impiegando tutti i mezzi di cui la stessa diplomazia dispone», si legge in una nota.
Un pacchetto di iniziative per convincere l’Iran a rinunciare ai piani di arricchimento dell’uranio - che l’Occidente sospetta servano per fabbricare armi atomiche - è stato approvato giovedì dai ministri degli Esteri di Stati Uniti, Russia, Gran Bretagna, Francia e Cina.
Papa Benedetto ha chiesto una «soluzione onorevole» all’impasse con Teheran. Il Vaticano ha invitato entrambe le parti a mostrare sensibilità, buona volontà e reciproca fiducia per risolvere la disputa.
Gli analisti considerano le proposte delle potenze mondiali e l’offerta di colloqui condizionati degli Stati Uniti come il tentativo di creare un unico fronte diplomatico sull’Iran in vista di misure che possano essere adottate dal Consiglio di sicurezza dell’Onu, che ha il potere di imporre sanzioni.
La possibilità del dialogo fra le religioni e in particolare con l’Islam moderato per costruire la pace e la solidarietà è stato uno dei temi centrali del colloquio avvenuto ieri mattina tra Benedetto XVI e il premier britannico Tony Blair. Durante l’incontro il premier britannico e il pontefice si sono soffermati anche sulla questione africana «evidenziando l’esigenza che la comunità mondiale favorisca e sostenga con ogni mezzo - ha aggiunto nella nota il portavoce Navarro Valls - la pacifica convivenza e lo sviluppo di quel continente». Infine si è «preso atto dei progressi decisivi del processo di pace in Irlanda del Nord».
Blair si è recato in visita privata da Benedetto XVI in compagnia della moglie Cherie (cattolica praticante) e dei quattro figli. Il colloquio è stato particolarmente lungo - circa 40 minuti - seguito da un secondo incontro, stavolta con il cardinale Angelo Sodano, segretario di Stato. Prima di lasciare il Vaticano la famiglia Blair è stata accompagnata nella basilica di San Pietro e da lì alle Grotte per rendere omaggio alla tomba di Giovanni Paolo II, morto il 2 aprile 2005.
«Uno degli argomenti sul quale si è concentrato lo scambio di opinioni tra Blair e il Papa ha riguardato il ruolo delle religioni per contrastare il fenomeno del terrorismo», hanno fatto sapere fonti dell’ambasciata britannica. Quanto a un possibile viaggio del Papa in Gran Bretagna esiste già un «invito aperto» anche se non è stata fissata ancora nessuna data.