Il Papa e Bush, due vecchi amici a passeggio

Protocollo inedito nei giardini: assistono a un breve concerto, poi si riuniscono a colloquio prima di scambiarsi i doni. George: che onore

da Roma

«Che onore, che onore!». Sorride George Bush, appena vede il Papa fermo ad attenderlo, a pochi metri dall’ingresso della Torre San Giovanni, nei giardini vaticani. Protocollo inedito per un incontro più simile a quello tra due vecchi amici che tra due capi di Stato, con il tradizionale colloquio a tu per tu seguito da un’inatteso sguardo panoramico su Roma dalla terrazza della torre, e da una passeggiata lungo i viali del parco, con soste davanti alla grande campana giubilare e intermezzo musicale alla grotta di Lourdes offerto dalla Cappella Sistina. Il Centro televisivo vaticano trasmette l’immagine di Benedetto XVI, Bush e la First Lady Laura seduti in giardino, intenti ad ascoltare i due mottetti polifonici, con il presidente che batte il ritmo con il piede, più eloquente di qualsiasi comunicato nel rivelare gli ottimi rapporti esistenti tra Papa Ratzinger e l’attuale inquilino della Casa Bianca, ormai agli sgoccioli del mandato.
«Protocollo particolare», lo ha definito la Santa sede in un comunicato, voluto «per ricambiare la cordialità dell’accoglienza ricevuta dal Sommo pontefice durante la recente visita negli Stati Uniti». Era stato davvero straordinario, lo scorso aprile, il ricevimento sul prato della Casa Bianca che George W. aveva predisposto per il Papa tedesco. Che ha voluto ricambiare. Anche se non c’è stata la preghiera comune davanti alla statua della Madonna di Lourdes, dove Ratzinger è solito recitare il rosario: le voci sulla possibile conversione del presidente rimangono sullo sfondo. Bisognerà attendere la fine del suo mandato per sapere se hanno qualche fondamento.
La tappa conclusiva del suo ultimo viaggio italiano da presidente ha portato Bush nel cuore della Città del Vaticano. Benedetto XVI ha atteso all’esterno la limousine presidenziale per dare il benvenuto all’ospite. Poi, mentre Laura Bush s’intratteneva con il Prefetto della Casa pontificia, l’americano James Harvey e con il Segretario di Stato Bertone, arrivato subito dopo, il Papa e Bush sono saliti per un «cordiale colloquio» di mezz’ora. Ratzinger «ha rinnovato prima di tutto la propria gratitudine per la calorosa e speciale accoglienza» ricevuta negli Usa, e «per l’impegno nella difesa dei valori morali fondamentali. Si è poi parlato dei principali temi di politica internazionale: le relazioni fra gli Stati Uniti e l’Europa, il Medio Oriente e l’impegno per la pace nella Terra santa, la globalizzazione, la crisi alimentare e il commercio internazionale, l’attuazione degli obiettivi del Millennium Development Goals».
Per quanto riguarda la Terra santa, il Vaticano spera che almeno in quest’ultimo scorcio la presidenza Bush possa far ripartire il dialogo sulla base dell’accordo di Annapolis, ottenuto a novembre. E si facciano passi concreti per la stabilizzazione dell’intera area dopo le conseguenze della guerra all’Irak che la Santa sede aveva fortemente osteggiato. Il Papa ha anche chiesto a Bush un impegno per fronteggiare la grave crisi alimentare che rischia di ridurre alla fame milioni di persone dopo l’aumento dei prezzi dei cereali.
Al termine dell’incontro, uno sguardo sui tetti di Roma dalla terrazza e lo scambio dei doni. Sia il Papa che Bush hanno regalato foto ricordo della visita del pontefice alla Casa Bianca. Subito dopo, Benedetto XVI e il presidente americano hanno compiuto una breve passeggiata nei giardini vaticani, con Ratzinger che faceva da cicerone. Arrivati alla grotta della Madonna di Lourdes sono stati raggiunti dalla First lady e dal seguito e si sono seduti ad ascoltare due mottetti eseguiti dai «pueri cantores» del coro della Cappella Sistina, mentre Bush batteva il tempo con il piede alle note dell’«Exultate Deo». «Santità, siamo circondati da donne di valore», ha detto il presidente indicando la moglie e l’ambasciatrice americana in Vaticano, Mary Ann Glendon. Bush ha anche chiesto quanto fosse grande la Città del Vaticano. «È molto piccola, comunque più piccola del Texas», ha risposto l’arcivescovo Harvey, subito chiosato dall’ospite: «Ma è certamente molto più importante».