Il Papa: "Ecco il mio Gesù, lo racconto in un libro"

Il primo volume di Benedetto XVI sarà in vendita dal 16 aprile, giorno del suo compleanno. Ratzinger prepara un secondo volume: racconterà gli ultimi anni di Cristo

Roma - Sarà presentato il 13 aprile a Roma e arriverà nelle librerie lunedì 16 aprile il libro di Benedetto XVI su Gesù, prendendo in esame il periodo della sua vita pubblica che va dal battesimo sul fiume Giordano fino alla Trasfigurazione. Un secondo libro, contenente l’ultima parte della vita di Cristo, dovrebbe uscire successivamente. Il volume, che il pontefice ha scritto nei ritagli di tempo fin dal 2003, e la cui pubblicazione era prevista già in marzo, ha subito un lieve ritardo a causa del lavoro sulle traduzioni. Ora la Libreria Editrice Vaticana e la Rizzoli, insieme agli editori internazionali che hanno siglato accordi (negli Stati Uniti l’editore è Doubleday di Random House, lo stesso del Codice da Vinci, che già aveva pubblicato opere di Giovanni Paolo II), hanno terminato il lavoro. E ieri, dopo le anticipazioni di ampi stralci dell’introduzione rese note lo scorso novembre, nuovi brani sono stati divulgati dal Corriere della Sera, mentre altri ancora stanno per raggiungere le edicole della Germania attraverso il settimanale Die Zeit.
Il libro di Benedetto XVI sarà presentato il 13 aprile nell'Aula del Sinodo in Vaticano dal cardinale Christoph Schoenborn, arcivescovo di Vienna, dal professor Daniele Garrone, decano della Facoltà valdese di teologia di Roma e dal professor Massimo Cacciari, ordinario di estetica all'università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Per Ratzinger è il primo volume del pontificato pubblicato da studioso: non intende rappresentare un atto di magistero, vuole parlare del Gesù storico e del Cristo della fede mostrando come si tratti della stessa persona, contrastando così le tante correnti esegetiche che da oltre un secolo sostengono l’impossibilità di attingere notizie certe sul Gesù storico. Il Papa mostra come la figura del Nazareno proposta dai vangeli sia «una figura storicamente sensata e convincente».
Nel lungo brano anticipato ieri, viene commentata la parabola evangelica del buon samaritano. Ratzinger spiega che l’episodio dell’uomo che sulla strada da Gerusalemme a Gerico viene assalito dai briganti che lo abbandonano ai bordi della via, spogliato e mezzo morto, «è una storia assolutamente realistica, perché su quella strada assalti simili accadevano regolarmente». Com’è noto, per quella strada passano un sacerdote e un levita, conoscitori della legge, che procedono oltre, mentre il samaritano «probabilmente un mercante», si ferma e aiuta il malcapitato, avendone compassione e «diviene lui stesso il prossimo andando oltre ogni interrogativo e ogni pericolo». «Il samaritano, il forestiero – continua Benedetto XVI – si fa egli stesso prossimo, e mi mostra che io, a partire dal mio intimo devo imparare l’essere prossimo... Devo diventare una persona che ama, una persona il cui cuore è aperto per lasciarsi turbare di fronte al bisogno dell’altro. Allora trovo il mio prossimo, o meglio: è lui a trovarmi».
Ratzinger poi attualizza la parabola parlando del Terzo Mondo: «L’attualità è ovvia. Se la applichiamo alle dimensioni della società globalizzata, vediamo come le popolazioni dell’Africa, che si trovano derubate e saccheggiate ci riguardano da vicino. Allora vediamo quanto esse siano “prossime” a noi; vediamo che anche il nostro stile di vita, la storia in cui siamo coinvolti li ha spogliati e continua a spogliargli. In questo è compreso soprattutto il fatto che le abbiamo ferite spiritualmente. Invece di dare loro Dio – conclude Benedetto XVI – il Dio vicino a noi in Cristo, e accogliere così dalle loro tradizioni tutto ciò che è prezioso e grande e portarlo a compimento, abbiamo portato loro il cinismo di un mondo senza Dio, in cui contano solo il potere e il profitto».