Il Papa in Francia, prima da Sarkò e poi a Lourdes

da Roma
Benedetto XVI arriva oggi in Francia, dove rimarrà fino a lunedì, per un pellegrinaggio che inizialmente doveva contemplare solo una tappa di due giorni a Lourdes, in occasione del 150° anniversario delle apparizioni, ma che è stato poi ampliato con l’aggiunta di due giorni a Parigi su richiesta del presidente francese Sarkozy. Pur rimanendo fondamentale il pellegrinaggio mariano, c’è molta attesa per i primi appuntamenti del viaggio. L’inquilino dell’Eliseo, con uno strappo al protocollo, sarà ad accogliere il Papa all’aeroporto in compagnia di Carla Bruni, prima di riceverlo nel palazzo presidenziale.
C’è un’oggettiva sintonia tra Sarkò e Benedetto XVI sul concetto di laicità: il presidente, prendendo possesso del seggio di canonico nella basilica di San Giovanni in Laterano, lo scorso dicembre, fece un discorso in netta controtendenza rispetto alle posizioni dei predecessori, distinguendo il laicismo da una «laicità positiva» che «riconosce l’importanza e il valore delle religioni», e il contributo che queste ultime possono dare alla vita pubblica. Parole che furono amplificate con una significativa intervista sull’Osservatore Romano. Proprio il tema della «laicità aperta», che valorizza il contributo delle religioni e non le considera una minaccia, sarà presente nel saluto che Ratzinger farà a Sarkozy e soprattutto nella lezione che terrà al Collège des Bernardins, di fronte a 700 intellettuali in rappresentanza del mondo della cultura. Un intervento al quale il Papa tiene molto, che ha preparato di suo pugno, e che avviene a due anni esatti dalla lezione di Ratisbona. Intervistato da «La Croix» alla vigilia del viaggio, il cardinale Segretario di Stato Tarcisio Bertone, elogiando il concetto di laicità espresso da Sarkò, ha detto: «Se le parole hanno un senso la laicità positiva non costituisce una minaccia per il principio di laicità, e nemmeno una rottura. Questo significa solamente che questa laicità non è cieca e che non disconosce il fatto religioso. È un’evoluzione che la rende più sana. Ora è necessario che questa concezione della laicità passi a poco a poco nei fatti». Non deve sfuggire il messaggio contenuto nelle parole del «primo ministro» vaticano: la Santa Sede attende che le parole del presidente francese si convertano in fatti, e cioè che la voce della Chiesa trovi ascolto, a livello di amministrazione e legislazione, in ambito sociale, educativo, assistenziale così come nei problemi etici. E teme invece che l’apertura di Sarkozy possa essere considerata solo come una risposta all’emergenza delle periferie dove è esploso il malcontento della popolazione di immigrati, e dunque venga declinata soprattutto nei confronti dei musulmani.
La Chiesa francese si augura che la presenza del Papa, e il discorso che pronuncerà ai giovani a Notre Dame, sia l’occasione per un nuovo slancio, come lo fu la Giornata mondiale della gioventù a Parigi nel 1997 presieduta da Giovanni Paolo II. A Lourdes invece Benedetto XVI si farà pellegrino tra i pellegrini e i malati di fronte alla grotta di Massabielle. Il Papa farà una catechesi su Maria affidandole in particolare i sacerdoti del mondo. Non va infine dimenticato che la Francia è il Paese dove si sono vissute le maggiori tensioni tra i vescovi e le comunità tradizionaliste, qui significativamente consistenti. Ratzinger, che ha liberalizzato con il motu proprio Summorum Pontificum il rito preconciliare, cercherà di parlare un linguaggio di riconciliazione con i segni e la cura delle liturgie.