Il papa Giovanni Paolo II beato a tempo di record

La beatificazione di Giovanni Paolo II avverrà il 1° maggio dopo sei anni dalla
morte. Benedetto XVI ha derogato
alle norme canoniche

Roma - Erano pià di mille anni che un Papa non elevava all’onore degli altari il suo immediato predecessore. Benedetto XVI ha autorizzato la Congregazione delle cause dei santi a promulgare il decreto che riconosce un miracolo avvenuto per intercessione di Giovanni Paolo II. Ed è stata immediatamente resa nota la data del 1° maggio come giorno della cerimonia di beatificazione presieduta da Ratzinger, che avverrà in piazza San Pietro e porterà a Roma centinaia di migliaia di fedeli. Sono passati meno di sei anni dalla morte di Karol Wojtyla, avvenuta sabato 2 aprile 2005, vigilia della festa della Divina Misericordia, che il Papa polacco aveva istituito. Diventerà beato nella stessa festa, una settimana dopo Pasqua.

La causa di beatificazione si era potuta aprire senza attendere i cinque anni necessari dalla morte, per decisione di Benedetto XVI, il quale aveva voluto accogliere la richiesta che gli era stata rivolta da diversi cardinali, che avevano firmato una petizione nei giorni precedenti il conclave. Il processo, ha riconosciuto il Prefetto delle cause dei santi, il cardinale Angelo Amato, ha avuto una "corsia preferenziale". Non sono stati fatti sconti, tutti i passi e i passaggi necessari sono stati seguiti, ma con una celerità che non si era mai vista. Nel dicembre 2009 il Papa aveva dichiarato Wojtyla "venerabile" approvandone le "virtù eroiche", lo scorso ottobre i medici della consulta della Congregazione hanno dichiarato inspiegabile la guarigione dal Parkinson di una suora francese le cui consorelle avevano pregato Giovanni Paolo II da poco defunto, il 14 dicembre i teologi hanno ratificato la decisione e soltanto quattro giorni fa i cardinali e vescovi del dicastero hanno all’unanimità votato in favore. Un tour de force che si spiga soltanto con una superiore volontà di far presto per arrivare alla cerimonia prima dell’estate.

Con la sua decisione Benedetto XVI, che non ha mai mostrato dubbi sulla santità del predecessore, del quale fu per oltre un ventennio fedele e prezioso collaboratore, ratifica quello slogan che gruppi ben organizzati di fedeli lanciarono il giorno dei funerali di Wojtyla: "Santo subito". In effetti la grande impressione che fece la morte del Pontefice, e l’ininterrotto pellegrinaggio alla sua tomba, mostrano come esista e sia diffusa la sua fama di santità, una delle premesse decisive per elevare qualcuno all’onore degli altari.

Certo, non ci si deve nascondere che 27 anni di pontificato sono tantissimi: ci sono milioni di documenti che giacciono negli archivi vaticani, ci sono gli archivi ancora chiusi. Ci vorranno molti anni prima che il regno wojtyliano venga definitivamente consegnato alla storia. Come pure negli ultimi tempi l’esplodere dello scandalo pedofilia, le sottovalutazioni e le coperture di cui godette nella curia vaticana il fondatore dei Legionari di Cristo, Marcial Maciel, hanno sollevato ombre sul lungo crepuscolo del pontificato di Giovanni Paolo II. Ma è interessante notare come mai nessuno durante il processo abbia sollevato dubbi sulla santità personale del Papa polacco.

E' stata anche confermata la notizia della traslazione del corpo di Wojtyla nella basilica di San Pietro. Non sarà esposto, com’è accaduto di recente per il beato Giovanni XXIII, ma resterà tumulato dietro una lapide sotto un altare.