Il Papa incontra le vittime dei preti pedofili

Come ultimo gesto prima di lasciare l’Australia, Benedetto XVI ha incontrato due uomini e due donne che hanno subito abusi sessuali da
parte del clero.Ha celebrato una messa per loro, ha ascoltato
le loro storie e li ha consolati

nostro inviato a Sydney

Come ultimo gesto prima di lasciare l’Australia a conclusione della 23ª Giornata mondiale della Gioventù, Benedetto XVI ha incontrato in mattinata (la tarda serata di ieri in Italia) un gruppo rappresentativo (due uomini e due donne) di coloro che hanno subito abusi sessuali da parte del clero. Il Papa ha celebrato una messa per loro, ha ascoltato le loro storie e li ha consolati. Assicurando la sua vicinanza spirituale ha promesso di continuare a pregare per loro, per le loro famiglie e per tutte le vittime di violenze. Questo incontro non era sull’agenda del Papa: era solo stato detto che se vi fosse stato sarebbe stato privato. E se ne è avuto notizia solo dopo che Benedetto XVI è ripartito per Roma.
La sera precedente il Pontefice aveva vegliato con i giovani venuti in Australia da tutto il mondo per lasciar loro un ultimo messaggio. «Siate anticonformisti, difendete la vita, rinnovate il mondo». Avvolto nei paramenti rossi, che simboleggiano lo Spirito Santo protagonista della Gmg, aveva poi impartito la cresima a 24 ragazzi provenienti da diversi Paesi. Nelle ultime ore altre centomila persone si sono aggiunte e, secondo il direttore della Sala Stampa vaticana, padre Federico Lombardi, nell’ippodromo di Randwick sono accorsi in 350mila. Non sono pochi, se si pensa quanto dista l’Australia dai Paesi con più elevata presenza cattolica e soprattutto quanto costa il biglietto aereo per raggiungerla.
La liturgia era accompagnata dal coro della St. Mary’s Cathedral, composto da 300 persone, concelebravano 26 cardinali, 420 vescovi, tremila preti, mentre un altro migliaio era a disposizione per le confessioni. Il libro dei Vangeli viene portato sul palco da una processione di aborigeni, accompagnata dai loro canti tipici. Ballano e gesticolano attorno all’arca portata in spalla da sei di loro.
«Dobbiamo permettere all’amore – dice Benedetto XVI nell’omelia – di penetrare nella dura crosta della nostra indifferenza, della nostra stanchezza spirituale, del nostro cieco conformismo allo spirito di questo nostro tempo. Solo allora possiamo permettergli di accendere la nostra immaginazione e plasmare i nostri desideri più profondi».
Il Papa chiede ai giovani un impegno rinnovato nel mondo, in favore della vita e dell’amore vero, chiede loro di essere «profeti»: «Rafforzata dallo Spirito e attingendo a una ricca visione di fede, una nuova generazione di cristiani è chiamata a contribuire all’edificazione di un mondo in cui la vita sia accolta e curata amorevolmente, non respinta o temuta come una minaccia e perciò distrutta. Una nuova era – continua – in cui l’amore non sia avido ed egoista, ma puro, fedele e sinceramente libero, aperto agli altri, rispettoso della loro dignità, un amore che promuova il loro bene e irradi gioia e bellezza. Una nuova era nella quale la speranza ci liberi dalla superficialità, dall’apatia e dalla chiusura che mortificano le nostre anime e avvelenano i rapporti umani. Cari amici, il Signore vi sta chiedendo di essere profeti di questa nuova era, messaggeri del suo amore».
Di questo «rinnovamento», spiega Benedetto XVI, il mondo ha bisogno, perché «in molte nostre società, accanto alla prosperità materiale, si sta allargando il deserto spirituale: un vuoto interiore, una paura indefinibile, un nascosto senso di disperazione». Anche la Chiesa, conclude, ha bisogno di questo rinnovamento, dell’idealismo, della generosità e della fede di giovani che «rinfrescati dalla bellezza del piano di Dio per noi e per il mondo» siano a loro volta «una fonte di freschezza per gli altri». Giovani che non hanno paura «di difendere Cristo, lasciando che la verità del Vangelo permei il nostro modo di vedere, pensare e agire, mentre lavoriamo per il trionfo della civiltà dell’amore». Dopo i saluti, all’Angelus, ecco l’annuncio ufficiale: fra tre anni la prossima Gmg si terrà a Madrid, in Spagna.