Papa interrogato per quasi nove ore dal gip Gli avvocati: "Abbiamo chiesto i domiciliari"

Il deputato ha incontrato il gip Luigi Giordano, il procuratore Francesco Greco e i pm Francesco Curcio e Henry John Woodcock nel carcere di Poggioreale dove si trova in custodia cautelare. Soddisfatti i legali: "Ha offerto una ricostruzione dei fatti diversa da quella ricostruita dagli atti"

Napoli - Dopo quasi nove ore, è terminato l'interrogatorio di garanzia di Alfonso Papa. Il gip Luigi Giordano, il procuratore aggiunto Francesco Greco e i pm Francesco Curcio e Henry John Woodcock hanno incontrato il deputato nel carcere di Poggioreale dove si trova in custodia cautelare.

Chiesti i domiciliari Al termine dell'interrogatorio i magistrati si sono allontanati senza rilasciare dichiarazioni. I legali di Papa, gli avvocati Giuseppe D'Alise e Carlo Di Casola, hanno intanto presentato la richiesta per la revoca del provvedimento restrittivo o, in subordine, per la concessione degli arresti domiciliari. L'istanza di revoca dell'ordinanza o, in subordine, di concessione degli arresti domiciliari è basata, come hanno sottolineato gli avvocati, sulla mancanza di esigenze cautelari dovuta anche al fatto che Papa si è autosospeso delle commissioni parlamentari di cui faceva parte ed è stato sospeso dal Csm dalle funzioni di magistrato.

L'interrogatorio "Papa ha risposto alle domande con ricchezza di particolari, fornendo argomentazioni e spiegazioni. La sua posizione è contrapposta a quella ricostruita dalla procura". Così l'avvocato Carlo Di Casola, che con il collega Giuseppe D'Alise assiste il deputato Alfonso Papa, al termine del lungo interrogatorio di garanzia svoltosi nel carcere di Poggioreale. L'interrogatorio, che è stato sia fonoregistrato sia trascritto, "é andato molto bene", ha affermato il legale. Secondo il penalista, Papa non ha risposto esclusivamente in relazione ad alcune domande "riguardanti fatti non attinenti e emersi da intercettazioni telefoniche non utilizzabili". In alcuni casi Papa ha deciso di rispondere nonostante il parere contrario dei suoi legali. Di Casola ha spiegato che nel corso dell'interrogatorio c'é stato "qualche momento di frizione", tra Papa e i pubblici ministeri.