Il Papa «L’eutanasia colpisce al cuore la concezione cristiana della vita»

RomaL’eutanasia «colpisce al cuore» la concezione cristiana di dignità della vita. Lo ha detto ieri mattina Benedetto XVI, ricevendo i vescovi scozzesi in visita ad limina. Anche se specificamente indirizzaTe alla Chiesa di Scozia, le parole del Pontefice riflettono una preoccupazione più generale e ben si applicano anche al dibattito in corso in Italia, mentre si discute sulla legge sul fine vita ed è sotto gli occhi di tutti la vicenda umana di Salvatore Crisafulli, l'uomo rimasto in stato d'incoscienza per due anni e poi risvegliatosi.
Ratzinger ha parlato dell’argomento subito dopo aver trattato il tema dell’impegno dei laici nell’evangelizzazione della società, compito che, ha spiegato ai vescovi scozzesi, «richiede una disponibilità a cimentarsi fermamente con le sfide presentate dall’ondata crescente di secolarismo nel vostro Paese». E le questioni etiche legate alla manipolazione della vita nel suo sorgere come pure alla possibilità di interromperla in caso di grave malattia sono tra le sfide con le quali ci si deve confrontare. «Il sostegno all’eutanasia – ha continuato Benedetto XVI – colpisce il cuore stesso della concezione cristiana di dignità della vita umana. Gli sviluppi recenti nell’etica medica e alcune pratiche propugnate nel campo dell’embriologia sono motivo di preoccupazione». Il Papa richiama quindi i vescovi a non cedere in alcun modo su queste materie. «Se l’insegnamento della Chiesa è compromesso – ha detto – anche solo leggermente, in una di queste aree, allora diventa difficile difendere la pienezza della dottrina cattolica in modo integrale».
Ma per Ratzinger è importante soprattutto che la Chiesa offra «al mondo una visione positiva e ispiratrice della vita umana, la bellezza del matrimonio e la gioia della genitorialità». Una visione «radicata nell’amore di Dio infinito, trasformante e nobilitante per tutti noi, che apre i nostri occhi per riconoscere e amare la sua immagine nel nostro prossimo». Da qui l’invito ai vescovi affinché presentino «questo insegnamento in modo tale che sia riconosciuto per il messaggio di speranza che è». Troppo spesso infatti, fa notare infine Benedetto XVI, «la dottrina della Chiesa è percepita come una serie di proibizioni e posizioni retrograde, mentre la realtà, come sappiamo, è che essa è creativa e donatrice di vita ed è volta alla realizzazione più piena possibile del grande potenziale di bene e di felicità che Dio ha posto dentro ognuno di noi».