Il Papa a maggio in visita a Genova

Papa Benedetto XVI sarà a Genova il 17 ed il 18 maggio prossimi: l’annuncio ufficiale è stato dato personalmente dall’arcivescovo di Genova e presidente della CEI, Cardinale Angelo Bagnasco, ai fedeli presenti nella cattedrale di San Lorenzo al termine della Messa della Notte e del giorno di Natale.
La visita del Papa in Liguria, salvo variazioni di programma, inizierà nel primo pomeriggio di sabato 17 a Savona. La stessa sera, dopo il trasferimento a Genova, Benedetto XVI incontrerà i giovani della Diocesi. Al mattino di domenica 18 maggio incontrerà i religiosi presso il Santuario di N.S. della Guardia mentre, nel pomeriggio, celebrerà la Santa Messa, con tutta probabilità, in piazza della Vittoria.
In occasione della Messa il Cardinale si è soffermato anche sul significato della festa più importante dell’anno. A questo proposito Bagnasco ha rivolto un invito a riconoscere che la gioia autentica del Natale non è fondata solo nell’umano sentimentalismo ma è frutto della fede nella nascita di Gesù «il Dio-con-noi, l’Emmanuele».
Col Natale Gesù, ha detto durante la Messa della notte di Natale nella celebrazione che ha presieduto nella Cattedrale di San Lorenzo, è venuto sulla terra per liberare l’uomo dal male e dalle tenebre. «Il male morale - ha affermato l’arcivescovo - toglie consistenza all’uomo, lo rende instabile, lo fa vivere alla superficie della vita facendogli credere di dominarla e di goderla».
Per Bagnasco, servono invece valori saldi e veri per cui, per ogni uomo, il riconoscimento della propria finitezza deve portare a Dio. «Col Natale - ha proseguito - Dio ha risposto all’invocazione dei popoli e dei secoli. Nella notte degli uomini si è accesa una grande luce, è nato un Re che illumina la via della vita. Il Dio del creato si è fatto bambino, si è fatto il Dio-con-noi, l’Emmanuele».
«Nel cuore di quel Bambino - ha concluso il cardinale - è disegnato il nostro volto, è scritto il nostro nome. Per questo non dobbiamo temere».
Ma il Cardinale ha voluto lanciare il suo messaggio di pace anche la Mattina di Nalate quando ha celebrato la Messa di Natale nel carcere di Marassi perpetuando una tradizione iniziata dagli arcivescovi suoi predecessori. «Ognuno di noi è importante per Dio», ha ribadito.
Ai detenuti ed al personale della casa circondariale, «luogo di detenzione ma anche di rispetto», il prelato ha ricordato che «l’amore è più forte dell’odio e la vita è più forte della morte».
«Forse - ha continuato - non tutti saremo sempre importanti per gli altri uomini» perchè «oggi si è ritenuti importanti e domani si è dimenticati». Ma Dio «ci conosce per nome ed ognuno di noi è importante per lui» e per questo «non dobbiamo sentirci soli ed abbandonati».
«Il mio augurio - ha aggiunto - è che sia in voi la volontà di migliorare voi stessi e di rinnovarvi interiormente in modo che possiate uscire per tornare ad occupazioni oneste e dignitose con animo rinnovato».
Al personale che lavora presso il carcere, il prelato ha augurato «un Natale di serenità dove l’animo non è indurito dalle preoccupazioni ma sereno» ed un clima «per quanto possibile di famiglia e amicizia».