Il Papa: "Mai più l'orrore dell'antisemitismo" Appello per il Congo: "Basta atrocità"

Mai più si ripeta l'orrore dell'antisemitismo e della discriminazione: lo ha detto oggi papa Benedetto XVI, ricordando il 70/esimo anniversario della "Notte dei Cristalli", con cui i nazisti cominciarono la persecuzione degli ebrei

Città del Vaticano - Mai più si ripeta l'orrore dell'antisemitismo e della discriminazione: lo ha detto oggi papa Benedetto XVI, ricordando il 70/esimo anniversario della "Notte dei Cristalli", con cui i nazisti cominciarono la persecuzione degli ebrei. "Ricorre quest'oggi - ha detto il Papa alla fine dell'Angelus - l'anniversario di quel triste avvenimento, verificatosi nella notte tra il 9 e il 10 novembre 1938, quando si scatenò in Germania la furia nazista contro gli ebrei. Furono attaccati e distrutti negozi, uffici, abitazioni e sinagoghe, furono anche uccise numerose persone, dando inizio alla sistematica e violenta persecuzione degli ebrei tedeschi, che si concluse nella Shoah". "Ancora oggi - ha confessato il pontefice tedesco - provo dolore per quanto accadde in quella tragica circostanza, la cui memoria deve far sì che simili orrori non si ripetano mai più e che ci si impegni , a tutti i livelli, contro ogni forma di antisemitismo e discriminazione, educando sopratutto le nuove generazioni al rispetto e all'accoglienza reciproca". "Invito inoltre - ha concluso - a pregare per le vittime di allora e ad unirvi a me nel manifestare profonda solidarietà al mondo ebraico".

Denuncia per le atrocità in Congo Papa Benedetto XVI è tornato a denunciare le "sistematiche atrocità" che si stanno compiendo nella regione africana del Nord Kivu, nella repubblica Democratica del Congo, e, nell'esprimere la sua solidarietà alle vittime, ha rivolto un appello perché "tutti collaborino al ripristino della pace in quella terra da troppo tempo martoriata, nel rispetto della legalità e sopratutto della dignità di ogni persona". Benedetto XVI ha ricordato che i profughi sono attualmente più di un milione e mezzo. "A tutti e a ciascuno di loro - ha proseguito - desidero esprimere la mia particolare vicinanza, mentre incoraggio e benedico quanti si stanno adoperando per alleviare le loro sofferenze".