Papa: "Mi vergogno dei preti pedofili"

Sul volo che lo ha portato a Washington Ratzinger
assicura rigore (<strong><a href="/video.pic1?ID=papa_preti_pedofili" target="_blank">il video</a></strong>): &quot;Ciò che è successo rappresenta una grande sofferenza per la Chiesa. Faremo tutto il possibile perché questi fatti non si ripetano più&quot;

Washington - «Proviamo una profonda vergogna e faremo tutto il possibile perché questi fatti non si ripetano più». Benedetto XVI è arrivato ieri sera a Washington, accolto da George Bush, iniziando la sua visita negli Stati Uniti, e durante il volo ha risposto alle domande dei giornalisti affrontando i temi degli abusi sessuali perpetrati da sacerdoti, della via americana alla laicità che riconosce un ruolo pubblico alla religione, dei diritti e dei valori non negoziabili.

«Ciò che è successo - ha detto il Papa riferendosi agli scandali avvenuti negli anni scorsi - rappresenta una grande sofferenza per la Chiesa negli Stati Uniti, per la Chiesa in generale e per me personalmente. Se leggo le storie delle vittime di questi abusi è difficile per me comprendere come sia stato possibile che questi preti abbiano tradito in questo modo la loro missione di offrire la salvezza e l’amore di Dio a questi bambini».

«Noi - ha aggiunto Benedetto XVI - proviamo profonda vergogna e faremo tutto il possibile perché questi fatti non possano più accadere in futuro». Il Papa, dopo aver distinto tra pedofilia e omosessualità, ha ricordato che ora ci sono «norme dirette a contrastare il fenomeno» e ha assicurato che i pedofili saranno esclusi «nella maniera più assoluta dal sacro ministero» perché «sono assolutamente incompatibili» e «chi è colpevole di pedofilia non può essere prete». Il fare giustizia, ha spiegato ancora Ratzinger, si deve accompagnare all’aiuto alle vittime «che sono state così profondamente colpite» e che vanno sostenute «in tutti i modi possibili». C’è dunque un secondo livello di intervento, più pastorale per «guarire, assistere, riconciliare». «Io so - ha detto ancora il Pontefice - che tutti i preti, i vescovi e tutti i cattolici degli Stati Uniti faranno tutto il necessario per aiutare, assistere e guarire, e faranno in modo che in futuro queste cose non possano più accadere».

Benedetto XVI ha spiegato che sono state date indicazioni per i seminari in modo che dopo un «adeguato discernimento» solo «quelle persone che hanno un profondo amore personale per Cristo, e un profondo amore sacramentale tale da escludere» questi abusi possano giungere al sacerdozio, perché, ha sottolineato, «è importante avere buoni preti piuttosto che avere molti preti».

Rispondendo a una domanda del Giornale sul ruolo pubblico della religione negli Stati Uniti e sulla possibilità che questo rappresenti un esempio per l’Europa, Benedetto XVI ha dichiarato: «Di certo non possiamo in Europa semplicemente copiare gli Usa. Abbiamo la nostra storia. Ma io trovo affascinante che negli Usa si sia cominciato con un concetto positivo di laicità. Perché questo nuovo popolo, il popolo nordamericano, era composto da comunità e persone che erano fuggite dalla religione di Stato e volevano avere uno Stato laico, secolare, aperto alla possibilità per tutte le confessioni di manifestarsi». «Dunque - ha aggiunto - era uno Stato volutamente laico, contrario a una religione di Stato, ma laico proprio per amore della religione, della sua autenticità, che può essere vissuta solo nella libertà». «Questo - ha concluso - mi sembra un modello fondamentale e positivo da considerare anche in Europa», pur riconoscendo che sono trascorsi duecento anni e che anche negli Usa c’è la secolarizzazione che avanza.

Ratzinger ha poi accennato alla visita che farà venerdì al Palazzo di Vetro di New York, ricordando che il fondamento delle Nazioni Unite «è proprio l’idea dei diritti umani, dei diritti che esprimono valori non negoziabili, che precedono tutte le istituzioni e sono il fondamento di tutte le istituzioni». Il Papa giudica «importante che ci sia questa convergenza tra culture che hanno trovato un consenso sul fatto che questi valori sono fondamentali e sono iscritti nello stesso essere umano». Le Nazioni Unite, con la loro «funzione pacificatrice» possono lavorare «solo se hanno il fondamento comune di valori che si esprimono poi in diritti che sono da osservare da tutti». Benedetto XVI ha detto che è l’obiettivo della sua missione «confermare questa concezione fondamentale e aggiornarla in quanto possibile».

Infine il Papa, che questa mattina sarà ricevuto ufficialmente alla Casa Bianca da George Bush, ha parlato dell’immigrazione clandestina dall’America del Sud negli Stati Uniti affermando che oltre all’aiuto immediato alle famiglie per cercare di impedire che si separino, la soluzione a lunga scadenza è quella che «non ci sia più bisogno di emigrare» ma vi siano «posti di lavoro sufficienti» e un tessuto sociale adeguato nei Paesi latinoamericani.