Il Papa: "No alla sete di possesso e di dominio"

Benedetto XVI, durante l'Angelus a Castelgandolfo: il vangelo non elogia il "disimpegno", anzi è un invito "ad usare le
cose senza egoismo, sete di possesso o di dominio". Poi ha citato Edith Stein e padre Massimiliano Kolbe, uccisi a Auschwitz

Castelgandolfo (Roma) - Il vangelo non elogia il "disimpegno" ed anzi la fede è "una speranza che illumina e anima l'esistenza concreta" ed è un invito "ad usare le cose senza egoismo, sete di possesso o di dominio": lo ha sottolineato Papa Benedetto XVI, durante l'Angelus domenicale a Castelgandolfo. Il pontefice, nel discorso ai fedeli che gremivano il cortile della sua residenza estiva, ha anche ricordato i santi che si celebreranno la prossima settimana e, tra gli altri, Edith Stein e padre Massimiliano Kolbe, uccisi a Auschwitz: "Entrambi - ha osservato Ratzinger - hanno attraversato l'oscuro tempo della Seconda Guerra Mondiale, senza perdere mai di vista la speranza, il Dio della vita e dell'amore". Nel commentare il brano odierno del Vangelo, in cui Gesù parla ai discepoli del valore della persona agli occhi di Dio e dell'inutilità delle preoccupazioni terrene, Benedetto XVI ha tenuto a spiegare che non si tratta "di un elogio del disimpegno". "Anzi - ha proseguito - ascoltando l'invito rassicurante di Gesù 'Non temere, piccolo gregge, perche' al Padre vostro è piaciuto dare a voi il Regnò, il nostro cuore viene aperto ad una speranza che illumina e anima l'esistenza concreta: abbiamo la certezza che il Vangelo non è soltanto una comunicazione di cose che si possono sapere, ma è una comunicazione che produce fatti e cambia la vita". "E' - ha concluso - un invito ad usare le cose senza egoismo, sete di possesso o di dominio, ma secondo la logica di Dio, la logica dell'attenzione all'altro, la logica dell'amore".