Il Papa: le nozze gay sono «amore debole» E la sinistra lo insulta

Messaggio di Benedetto XVI contro i Pacs: «Il matrimonio tra uomo e donna è la roccia su cui si fonda la società». Capezzone (Rnp): «Senza carità». Grillini (Ds): «Offende milioni di italiani»

Andrea Tornielli

da Roma

Non c’è ancora un governo di centrosinistra ma l’Unione è già scoppiata. Il monito del pontefice a non confondere l’amore «forte» tra l’uomo e la donna con gli altri tipi di unione caratterizzate, dice Benedetto XVI, da un amore «debole» mette a nudo tutte le contraddizioni della coalizione guidata da Romano Prodi.
Papa Ratzinger ha parlato di questi temi ricevendo in udienza i partecipanti al congresso dell’Istituto Giovanni Paolo II per studi su matrimonio e famiglia dell’Università lateranense. Udienza fissata da tempo ma che è coincisa con un delicato passaggio politico: la nascita del governo di centrosinistra e l’elezione al Colle di un ex comunista, Giorgio Napolitano. Inevitabile dunque che le parole di condanna del pontefice per le unioni al di fuori del matrimonio tradizionale abbiano avuto pesanti ripercussioni soprattutto sul centrosinistra che su questi temi è lacerato. Benedetto XVI torna dunque a scagliarsi contro i Pacs definendo «debole» l’amore vissuto al di fuori del matrimonio monogamico. «La differenza sessuale che connota il corpo dell’uomo e della donna - dice il Papa - non è un semplice dato biologico, ma riveste un significato ben più profondo: esprime quella forma dell’amore con cui l’uomo e la donna, diventando una sola carne, possono realizzare un’autentica comunione di persone aperta alla trasmissione della vita». Papa Ratzinger spiega come il matrimonio si configuri «come un autentico bene per la società. Evitare la confusione con altri tipi di unioni basate su un amore debole si presenta oggi come una speciale urgenza. Solo la roccia dell’amore totale e irrevocabile tra uomo e donna è capace di fondare la costruzione di una società che diventi una casa per tutti gli uomini».
La parole di Benedetto XVI provocano reazioni contrastanti nello schieramento di centrosinistra. Il più duro è il leader dei radicali, Daniele Capezzone, che parla a nome della Rosa nel pugno. «Quando si sente il Papa parlare di amore debole nei confronti di milioni di uomini e donne - attacca Capezzone - non fa più sorpresa ormai sul piano dell’ingerenza ma su quello di una vera e propria mancanza di carità». Per Capezzone «c’è qualcosa di spietato da parte delle gerarchie vaticane in materia di sessualità e omosessualità». Capezzone si dice convinto del fatto che «ci sia un fossato tra le gerarchie vaticane e il popolo dei credenti italiani».
Il ds Franco Grillini, ex presidente dell’Arcigay, accusa il Vaticano di «voler scrivere l’agenda politica al nuovo presidente» osservando come «nel messaggio papale vengano ignorati i diritti di milioni di italiani». Per quanto riguarda la sua proposta di legge sul riconoscimento dei diritti delle coppie conviventi, etero ed omo, già depositata in Parlamento con le firme di 161 deputati, Grillini conferma la sua volontà di attuarla. «È molto opinabile che il pontefice si pronunci su un iter legislativo e sull’autonomia del Parlamento». Grillini poi entra nel merito della riflessione del Santo padre contestando il concetto di «amore debole per le coppie di fatto» e invitandolo a guardare i quadri della Cappella Sistina dove, sostiene il ds, l’immagine del Cristo «è il ritratto di Tommaso Cavalieri, il grande amore di Michelangelo». Anche Vladimir Luxuria, il transgender eletto con Rifondazione comunista, difende le unioni omosessuali perché «non esiste una gerarchia di sentimenti» e ne chiede il riconoscimento da parte dello «Stato laico» anche se ovviamente non pretende che le riconosca «anche la Chiesa».
Grillini e Luxuria appaiono decisi ad andare avanti. Peccato che i loro alleati non siano affatto d’accordo. Il leader della Margherita Francesco Rutelli, proprio due sere fa durante la trasmissione di Bruno Vespa, ha ribadito con forza che i Pacs non si faranno e che nel programma dell’Unione è previsto un riconoscimento di diritti che non ha nulla a che vedere col matrimonio. L’intervento del Santo padre tanto criticato da Rosa nel pugno e ds viene accolto con entusiasmo dalla senatrice Paola Binetti della Margherita. Certo, dice la senatrice «il Papa non ha parlato di Pacs» ma ha ricordato «che l’amore su cui si fonda il matrimonio è il fondamento indispensabile per una società in cui ogni famiglia possa vivere serenamente». E dunque, aggiunge la Binetti, «è alle garanzie della famiglia che la nuova legislatura deve guardare come fattore di novità creativa e costruttiva». Osservazioni che fanno dire a Marco Rizzo del Pdci «meglio Cavour della Binetti».