Di Papa in Papa un racconto fatto di vignette

Si può ridere del Papa? Alla domanda, di questi tempi quantomai attuale, ha risposto un recente sondaggio spaccando l’Italia più o meno a metà. Di certo il vignettista Davide Sacco che con l’umorismo ha molto a che fare, deve pensare che dei pontefici, quelli di ieri e di oggi, si può, quantomeno, sorridere. E così ci invita a fare, riscoprendo quel lato teneramente umano di chi sembra tanto lontano da noi. Di qui il volume «Per fortuna che c’è... Ratzinga», che porta sulla prima di copertina l’unica immagine a colori di tutto il libro, dedicata non a caso a Papa Benedetto XVI. Il pontefice è rappresentato nelle vesti di un supereroe, che prende a pugni un mappamondo con la scritta relativismo. Il volto del Papa è disteso, le labbra socchiuse in un sorriso rassicurante. Un inizio che dà l’idea del lavoro del giovane vignettista e del suo intento: restituire ai pontefici del Novecento e del Duemila un volto riconoscibile e vicino empaticamente a ciascuno di noi.
Si comincia con un Benedetto e si finisce con un altro Benedetto. Il primo, al secolo Giacomo della Chiesa, sono dedicate le prime pagine del volume, composto da disegni e da testi tratti da discorsi dei protagonisti. Il pontificato di Papa Benedetto XV (1914-1922) è segnato dalla Prima Guerra Mondiale, tanto che la sua consacrazione avverrà nella più piccola Cappella Sistina, invece che nella Basilica Vaticana. Il papa interverrà per fermare la strage, ma le sue parole che sottolineano la necessità di fratellanza tra tutti i popoli della terra, verranno male interpretate. Solo prima di morire di broncopolmonite saprà che a Costantinopoli è stata eretta una statua a lui dedicata come riconoscenza al pontefice benefattore dei popoli senza distinzione di nazionalità. L’epoca di Benedetto XV è la stessa di don Luigi Sturzo a cui Sacco dedica un’altra parte del suo volume. Inutile ricordare i suoi ideali di libertà e l’«appello ai liberi e forti» per la fondazione del Partito Popolare Italiano.
Via via si continua con la figura di papa Pio XI, il pontefice della Seconda Guerra Mondiale, Achille Ratti, nasce a Desio il 31 maggio 1857. Sacco lo vede in atteggiamento di combattente con scudo e mazza ferrata contro la falce e il martello che cadono sotto i suoi colpi, mentre lo insegue una svastica.
Cambiano i tempi e con Pio XII, papa Eugenio Pacelli, cambia anche il modo di comunicare: Sacco lo rappresenta davanti a una telecamera, per ricordare i tanti messaggi lanciati al mondo, soprattutto in tempo di guerra. Su di lui pesano i dubbi sulla posizione nel confronti dell’Olocausto, mai denunciato in maniera aperta e anche per questo aspetto c’è spazio nel volume. La rassegna prosegue con il rassicurante papa Giovanni XIII, Paolo VI che abbraccia i due chierichetti Giulio Andreotti e Aldo Moro, il «gondoliere» veneziano Papa Giovanni Paolo I e lo scalatore Giovanni Paolo II, fino al «vignaiolo» Benedetto XVI. C’è spazio anche per i ritratti dell’attuale arcivescovo di Genova, Angelo Bagnasco abbracciato alla lanterna, e per il segretario di Stato Tarcisio Bertone, in tenuta calcistica. Il libro, che ha la prefazione di Omar Calorio, sindaco di Ceranesi, la presentazione di Carlo Stagnaro, direttore dell’Istituto Bruno Leoni, e la postfazione di Massimiliano Lussana, caporedattore del Giornale, è da leggere, oltre che da sfogliare. Per rivedere grandi uomini come persone vicine a noi, con la capacità di sorridere. Anche di se stessi.