Papa & Papi: quando l’odio è da fantapolitica

RomaDa Papi al Papa il passo è breve, lo spazio di una vocale finale e striminzita che da «i» si trasforma in «a». Complice il black out natalizio del grande circo mediatico, non abbiamo potuto raccontare ciò che è accaduto nelle ore immediatamente successive all’aggressione subita da Benedetto XVI ad opera della psicolabile italo-svizzera Susanna Maiolo. Eccone un sunto semi-serio.
Appena strattonato e gettato a terra in San Pietro, gara di solidarietà nei confronti del Papa. Con qualche distinguo. Antonio Di Pietro, raggiunto dall’Ansa, dichiara: «Sono contro la violenza ma il Pontefice, con il suo comportamento e il suo menefreghismo nei confronti dei copti, istiga alla violenza». E scoppia la bufera politica. Su Facebook spuntano come funghi gruppi intitolati a Susanna Maiolo. Le maggiori adesioni a «Maiolo santa subito», 3mila iscritti; «W Susanna Maiolo», 789 iscritti; «Susanna Maiolo fanclub», 361 iscritti. Gran parte della sinistra, preoccupata che il placcaggio venga strumentalizzato dal centrodestra, fa partire il messaggio: «La ragazza è soltanto una squilibrata, non solo non ha mai votato Pd perché sta nel canton Turgovia ma non ha mai avuto simpatie né per Berlinguer né per D’Alema». Processione di politici al pronto soccorso del Vaticano. L’europarlamentare dell’Italia dei valori Sonia Alfano è sulla linea del suo leader e rincara la dose: «Io la solidarietà a questo Papa non la do. Non sono un’ipocrita. Gli sta bene perché è contro l’aborto, l’eutanasia e i matrimoni tra ecclesiastici». Ne nasce un caso politico. Il giorno successivo, sulla Stampa, intervista al presidente dei democratici Rosy Bindi: «Questo non è un gesto isolato, la Curia, i cardinali e financo il Pontefice, hanno delle gravi responsabilità per aver creato questo clima d’odio. Se l’è cercata». Burrasca nel Pd che si divide tra franceschiniani, veltroniani, dalemiani, bindiani, bersaniani. La cattolica Binetti su tutte le furie: «Non condivido neanche una parola ma non lascio il partito».
Cgil, assieme a Cobas, Sindacato dei lavoratori e studenti (ma senza Cisl e Uil) indicono una grande manifestazione a Roma. Tema del corteo: «No alla violenza ma no ai tagli alle guardie svizzere e contratto per i parroci di Termini Imerese». Scontro sui numeri: per gli organizzatori sono scese in piazza 3 milioni di persone, per la Questura 20mila. Interrogazione parlamentare di Massimo Donadi (Italia dei valori) per sapere se il ministro Maroni era al corrente che la transenna che separava il Papa dal pubblico era più bassa di 2,3 centimetri rispetto ai parametri dettati dalla normativa europea e conseguente richiesta di dimissioni del capo del Viminale.
Puntata di Annozero: ospiti in studio, Antonio Di Pietro, Don Vitaliano, Don Gallo, Don Benzi e Maurizio Belpietro. Intervista di Sandro Ruotolo a una vittima di un prete pedofilo e sermone di Travaglio sul caso Ior, Marcinkus e Sindona e sull’affaire Emanuela Orlandi. Vignetta satirica di Vauro in cui è il Papa a scavalcare le transenne e gettare a terra i fedeli, ma soltanto quelli italo-svizzeri. Polemiche. Il centrodestra s’indigna e chiede l’intervento dell’Authority: Repubblica non ci sta e parte una raccolta di firme in difesa della libertà di stampa, di critica e di satira. Firmano tra gli altri Margherita Hack, Rita Levi Montalcini, Dario Fo e Franca Rame, Gianni Minà e Roberto Saviano. Edizione straordinaria del Fatto Quotidiano in cui si dà conto di un avviso di garanzia recapitato nel 1252 a Papa Innocenzo IV per aver autorizzato, con la bolla Ad Extirpanda, l’utilizzo della tortura durante l’Inquisizione. L’inchiesta sarebbe stata insabbiata. L’articolo è di Marco Travaglio, il fondo è di Marco Travaglio, il commento è di Marco Travaglio e la risposta a una lettera di Marco Travaglio è di Marco Travaglio. Su YouTube impazza il video «È tutto un imbroglio» in cui si sostiene che, vista la crisi delle vocazioni e per far parlar di sé, un pugno di cardinali d’accordo con Ratzinger avrebbero organizzato un complotto e l’aggressione sarebbe una messa in scena. Repubblica pubblica dieci domande per sapere quante volte Susanna Maiolo è stata in Vaticano e se la sicurezza del Pontefice sia in buone mani. Fondo di Scalfari: «L’Italia di Papi».