Papa: dopo la pena di morte ora il dibattito sull'aborto

Il pontefice ha auspicato che la moratoria decisa dall’Onu sulla pena di morte possa "stimolare il dibattito pubblico sul carattere sacro della vita. Non posso che deplorare i continui attacchi contro di essa"

Città del Vaticano - Papa Benedetto XVI, incontrando stamani il corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede per gli auguri di inizio anno, ha auspicato che la moratoria decisa dall’Onu sulla pena di morte possa "stimolare il dibattito pubblico sul carattere sacro della vita". "Non posso che deplorare ancora una volta - ha detto Ratzinger - gli attacchi continui, perpetrati in tutti i continenti, contro la vita umana". Con altrettanta forza, il Papa ha denunciato gli "attacchi preoccupanti all’integrità della famiglia, fondata sul matrimonio tra uomo e donna. La Santa Sede - ha affermato Benedetto XVI - non si stancherà di riaffermare questi principi e questi diritti fondati su ciò che è permanente e essenziale alla persona umana".

Impegno mondiale per la sicurezza Il Papa esorta la comunità internazionale "ad un impegno globale a favore della sicurezza". "Uno sforzo congiunto da parte degli Stati per applicare tutti gli obblighi sottoscritti e per impedire l’accesso dei terroristi alle armi di distruzione di massa rinforzerebbe, senza alcun dubbio, il regime di non proliferazione nucleare e lo renderebbe più efficace", ha detto il Papa. "Saluto l’accordo concluso per lo smantellamento del programma di armamento nucleare in Corea del Nord e incoraggio - ha aggiunto il pontefice - l’adozione di misure appropriate per la riduzione degli armamenti di tipo classico, e per affrontare il problema umanitario posto dalle munizioni a grappolo".

Quanto all’Iran, il Papa, in un passaggio a parte del suo discorso, ha incoraggiato a "perseguire senza sosta la via della diplomazia per risolvere la questione del programma nucleare iraniano, negoziando in buona fede, adottando misure destinate ad aumentare la trasparenza e la confidenza reciproca, e tenendo sempre conto degli autentici bisogni dei popoli e del bene comune della famiglia umana".
Processo di pace in Medio Oriente Il Papa fa appello affinché israeliani e palestinesi tengano fede agli accordi di Annapolis, dopo che, nelle scorse settimane, l'Osservatore romano ha criticato sia la costruzione di altri insediamenti israeliani nei territori palestinesi che le violenze nella striscia di Gaza. "Sono felice che la conferenza di Annapolis abbia dato segni nella via dell’abbandono del ricorso a soluzioni parziali o unilaterali, in favore di un approccio globale, rispettoso dei diritti e degli interessi dei popoli della regione", ha detto il Papa ai diplomatici. "Faccio appello, ancora una volta, a israeliani e palestinesi, affinché concentrino le loro energie sull’applicazione degli impegni presi in quell’occasione e che non tornino indietro nel processo che, per fortuna, è stato rimesso in strada".