Il Papa: potere e beni materiali sono tentazioni del diavolo

Benedetto XVI all'Angelus: "Anche oggi l'uomo conosce nel suo profondo
la tentazione del potere, dell'ambizione e dell'edonismo". E deve
sconfiggerle "grazie all'obbedienza a Dio". Il cardinal Tettamanzi: reagire al clima di illegalità e immoralità

Città del Vaticano - Potere, fame di beni materiali, ambizione sono tentazioni di Satana, contro cui ogni uomo è chiamato a lottare. E' quanto ha sottolineato Benedetto XVI durante l'Angelus domenicale in piazza San Pietro. All'"agonismo spirituale" contro il demonio, ha spiegato Ratzinger, è dedicato in particolare il periodo di Quaresima che si è aperto con le 'ceneri' di mercoledì scorso e si concluderà con Pasqua.

"La Quaresima è come un lungo 'ritiro', durante il quale rientrare in se stessi e ascoltare la voce di Dio, per vincere le tentazioni del Maligno", ha ricordato Benedetto XVI, prendendo spunto dalla stessa esperianza di Gesù che - secondo il vangelo di Luca - fu insidiato dal Demonio, durante il periodo vissuto nel deserto. Le tentazioni di Satana furono, ha spiegato il Papa, essenzialmente tre: quella legata al "bisogno di beni materiali" (la proposta diabolica di trasformare in pane le pietre); "l'inganno del potere", quando il Maligno offrì a Gesù il dominio su tutto il creato in cambio di un atto di adorazione; infine l'ambizione, legata all'invito a compiere 'un miracolo spettacolare': quello di gettarsi dalle mura del Tempio e di farsi salvare dagli angeli. "Anche oggi - ha detto Benedetto XVI - l'uomo conosce nel suo profondo la tentazione del potere, dell'ambizione e dell'edonismo". E deve sconfiggerle "grazie all'obbedienza a Dio". Lo stesso Papa, insieme ai suoi collaboratori di Curia, comincerà oggi pomeriggio una settimana di esercizi spirituali che, come ogni anno, lo porteranno a prepararsi per la Pasqua.

Tettamanzi: reagire a illegalità e immoralità Ha parlato del bisogno di reagire al "clima di illegalità e immoralità diffuso e contagiante" l'arcivescovo di Milano, il cardinale Dionigi Tettamanzi, nella omelia della solenne celebrazione di inizio Quaresima in Duomo. L'arcivescovo ha esortato a vivere appieno i dieci comandamenti che sono la strada da seguire indicata da Dio che permettono di "realizzare il bene personale e dell'intera societa". E proprio riferendosi alla società, l'arcivescovo ha spiegato che "occorre reagire con la pratica dei comandamenti al diffuso e contagiante clima di illegalità e immoralità che disorienta i cittadini e spesso finisce col danneggiarli". Non è la prima volta che il cardinale sottolinea le troppe divisioni, le "contrapposizioni" nella società. "Chi non desidera una società più onesta, più giusta, più incorrotta - ha osservato - più solidale, più libera, in una parola più umana? Non c'é altra strada per arrivarci che diventare umili, saggi e coraggiosi nel seguire i comandamenti di Dio". Non solo della società ha parlato, ma anche della Chiesa che deve sempre più essere "santa e pura" vivendo i comandamenti. Una Chiesa che accoglie, annuncia il Vangelo e "fa dell'amore compassionevole e misericordioso di Dio verso tutti, a cominciare dagli 'ultimi' - ha concluso - la grande 'carta costituzionale' del suo servizio al mondo".