Papa Ratzinger in Polonia nel ricordo di Wojtyla

Andrea Tornielli

da Roma

Benedetto XVI sulle orme di Wojtyla. Oggi Papa Ratzinger arriva a Varsavia e inizia il suo viaggio in Polonia, una trasferta che si presenta innanzitutto come un omaggio alla memoria del predecessore, ma che avrà il suo culmine simbolico domenica pomeriggio, con la visita del Pontefice al lager di Auschwitz: Benedetto XVI sosterà in preghiera nella cella di san Massimiliano Kolbe – che offrì la propria vita in cambio di quella di un altro prigioniero, padre di famiglia – e proprio da questo luogo, il Papa tedesco potrebbe lanciare un messaggio forte per rafforzare e approfondire il rapporto tra cristiani ed ebrei, e rinnovare la condanna dell’antisemitismo. «È molto importante e simbolica per noi – ha detto ieri il rabbino capo della comunità ebraica di Polonia, Michael Schudrich – la storica visita che Benedetto XVI farà al campo di sterminio di Auschwitz».
Anche se al momento non si prevedono le stesse folle oceaniche che si riunivano per il primo Papa polacco della storia, a poco più di un anno dalla morte di Giovanni Paolo II i cattolici attendono molto questo viaggio. «La visita - afferma padre Stanislaw Wilk, rettore dell’università cattolica di Lublino - aprirà una nuova fase nella storia della Chiesa polacca». Certo, al di là della commemorazione di Giovanni Paolo II, i vescovi del Paese si aspettano da Benedetto XVI sostegno, indicazioni e risposte in una fase non facile della propria storia. La frequenza dei fedeli a Messa, secondo dati del quotidiano Metro appena pubblicati ma relativi al 2004, è del 43%, contro il 47,5% del 2000: prosegue dunque il calo della pratica religiosa iniziato subito dopo la caduta del regime comunista: negli anni Ottanta la frequenza in chiesa era del 60%, e nel 1991 era passata al 50%. Le nude cifre dicono poco, afferma Witold Zdaniewicz, direttore dell’Istituto statistico della Chiesa polacca: «È tutto da dimostrare - commenta - che le chiese polacche si stiano svuotando, è vero che le cifre evidenziano un calo progressivo dei fedeli alla Messa, ma è aumentata la percentuale di coloro che partecipano ai sacramenti; quindi questo calo è compensato dai tassi di crescita dell'impegno religioso».
Su una popolazione di 38,2 milioni di polacchi, 36,617 milioni si dicono cattolici, cioè il 95,8%. Il dibattito ecclesiale e sociale di questi ultimi tempi e animato dalle vicende di Radio Marija, l’emittente che ha trasmesso messaggi con accenti antisemiti e antieuropeisti, per la quale i vescovi hanno deciso una sorta di commissariamento. Ma ci sono anche le clamorose rivelazioni sui sacerdoti presunte spie del regime sovietico, che si stanno moltiplicando man mano che procede il lavoro dell’Istituto della memoria nazionale.