Papa, il relatore ritira la proposta di non arresto Il voto viene rinviato: la Giunta si riunirà domani

Colpo di scena in Giunta per le
autorizzazioni della Camera: il relatore Francesco Paolo Sisto
ha ritirato la sua proposta di votare contro la richiesta di
autorizzazione all’arresto. La Lega divisa tra "maroniani" e
"reguzzoniani". I fedeli al ministro dell'Interno favorevoli all'arresto

Roma - Colpo di scena in Giunta per le autorizzazioni della Camera: il relatore Francesco Paolo Sisto ha ritirato la sua proposta di votare contro la richiesta di autorizzazione all’arresto trasmessa dal Gip di Napoli contro Alfonso Papa. La Giunta adesso si è aggiornata per domani alle 12. Non c’è stato dunque nessun voto sul caso del parlamentare coinvolto nell’inchiesta P4. "Il relatore ha tutto il diritto di esaminare le nuove carte - afferma Maurizio Paniz del Pdl - se saremo in grado voteremo domani, altrimenti si va in aula".

Proposta ritirata temporaneamente "Ho temporaneamente ritirato la mia proposta quale relatore nel caso Papa non certo per un ripensamento sulla scelta di non consentire il suo arresto, ma per il doveroso rispetto delle garanzie di difesa", afferma Sisto al termine della tumultuosa seduta in Giunta per le Autorizzazioni della Camera dedicata al caso di Alfonso Papa. "Papa ha prodotto ieri in Giunta, nel corso delle sue dichiarazioni, tutti gli atti utilizzati dalla Procura di Napoli, ben 14.932 pagine del procedimento - aggiunge Sisto - è cautela indispensabile di chiunque abbia una minima coscienza dei ruoli istituzionali, prima di esprimersi compiutamente su un bene così prezioso come quello della libertà personale, conoscere tutto ciò che può servire per tutelare tale fondamentale presidio della Costituzione". "Le strumentalizzazioni delle opposizioni, che seguono la 'ola' giustizialista pur di attaccare la maggioranza - prosegue - mi inquietano e mi convincono che nemmeno nella Giunta delle Autorizzazioni, dove i principi devono essere tutelati a prescindere dalle appartenenze, sia possibile fare buona politica parlamentare".

La Lega si spacca in due La spaccatura interna alla Lega tra "maroniani" e "reguzzoniani" si fa sempre più aspra. Dietro quel "teniamo la maggioranza sulle spine" che Umberto Bossi ha espresso ieri sera in Transatlantico alla Camera, ci sarebbero ben 49 deputati fedeli al ministro dell'Interno, Roberto Maroni, a favore dell'arresto del deputato del Pdl coinvolto nello scandalo P4, e dieci invece al seguito del capogruppo, Marco Reguzzoni, pronti a votare contro. Tra i "reguzzoniani" anche Luca Paolini e Fulvio Folegot, i due membri del Carroccio, che oggi potrebbero decidere le sorti di Alfonso Papa in Giunta per le autorizzazioni di Montecitorio.