Papa, scoppia la guerra delle mozioni

Nel giorno più lungo della Sapienza, sotto assedio per le proteste degli studenti ultrà, la mancata visita del Papa al più grande ateneo d’Europa a causa dei ricatti degli studenti di estrema sinistra ha infuocato il consiglio comunale. Dove è scoppiata la guerra degli ordini del giorno tra maggioranza e opposizione. Con il centrosinistra a polemizzare con il rettorato, il centrodestra a spingere per un invito al Pontefice in aula Giulio Cesare e l’Udeur a chiamarsi fuori da tutto.
Inizialmente è stata la maggioranza, Udeur escluso, a presentare un ordine del giorno definito «vergognoso» da più parti. Nel documento si premetteva che «l’inaugurazione dell’anno accademico non rappresentava l’occasione più adatta alla quale invitare a dibattere il Papa» e si chiedeva l’impegno del sindaco e della giunta a «rappresentare il rammarico del Consiglio comunale per la discutibile gestione della vicenda che ha provocato la rinuncia del Papa ad essere presente all’università La Sapienza, per il clima che si è determinato».
Insomma, tutta colpa del rettore, non della fatwa dei 67 professori obiettori, non della minaccia di disordini fatta dagli studenti di estrema sinistra. L’odg però deve aver fatto venire il mal di pancia a più di qualcuno all’interno della maggioranza, visto che, come racconta il presidente della federazione romana di An, Gianni Alemanno, «prima ci hanno proposto un documento improponibile, poi, ci hanno invitato a non votare alcun documento e alla fine non hanno votato nulla». I consiglieri del centrosinistra hanno infatti fatto mancare il numero legale al momento della votazione. «Ciò dimostra che la maggioranza non è in grado di affrontare i problemi della città», taglia corto Alemanno. Calca la mano Fabio Sabbatani Schiuma, portavoce della Destra, secondo cui nel documento presentato dalla sinistra «la figura del Pontefice è equiparata a quella di un qualsiasi immigrato, magari clandestino». Inoltre per Schiuma «l’assenza del sindaco in Campidoglio è oltraggiosa e giustificabile solo dall’imbarazzo di una maggioranza sempre più in crisi, dove a nulla valgono i tentativi dei cattolici di un centrosinistra che sono tali su carta, ma completamente sottomessi ai voleri di una sinistra radicale e intollerante».
Dell’assenza del numero legale ha fatto le spese alla fine anche la mozione presentata dal centrodestra nella quale i partiti dell’opposizione hanno chiesto a Veltroni di condannare il «gravissimo gesto di intolleranza» di cui il Papa è stato vittima e di invitare il Papa in visita ufficiale in Campidoglio, «constatato che avere costretto il Pontefice a rinunciare a partecipare ad un evento al quale era stato invitato ha creato un danno di proporzioni colossali all’Italia ed alla città di Roma di fronte al mondo intero, facendone il luogo dell’intolleranza e dell’oscurantismo, violando i principi cardini dello Statuto del Comune di Roma espressi negli articoli 1 e 2». Infine l’Udeur, che in serata ha fatto sapere che non parteciperà «ad alcuna votazione in aula su ordini del giorno o mozioni che riguardano la vicenda del Santo Padre».