Il Papa: la sessualità non può essere una droga

Monito di benedetto XVI contro chi non difende "la dignità della persona". Poi ha aggiunto: "Non potremmo mai permettere che il dominio della tecnica infici la sacralità della vita"

Città del Vaticano - "Se l'esercizio della sessualità si trasforma in una droga che vuole assoggettare il partner ai propri desideri e interessi, senza rispettare i tempi della persona amata - ha affermato Benedetto XVI durante l'incontro con i partecipanti al congresso per i 40 anni dell'encliclica 'Humanae vitae' - allora ciò che si deve difendere non è più solo il vero concetto dell'amore, ma il primo luogo la dignità della persona stessa".

"Come credenti non potremmo mai permettere che il dominio della tecnica abbia ad inficiare la qualità dell'amore e la sacralità della vita", ha detto anche il Pontefice. L'enciclica 'Humanae vitae'' nel 1968 sancì la contrarietà della Chiesa cattolica ad ogni mezzo di controllo artificiale delle nascite,e Benedetto XVI ne ha confermato in pieno la validità.

"Giuste le critiche alle coppie di fatto" Bene hanno fatto i vescovi ungheresi a criticare il pubblico riconoscimento delle unioni omosessuali nel loro Paese: lo ha detto Benedetto XVI ricevendone questa mattina un gruppo per una visita 'ad limina'. Il Papa ha anche auspicato che i rapporti con le Autorità statali "siano caratterizzati da rispettosa collaborazione, grazie anche agli accordi bilaterali, sul cui corretto adempimento veglia un'apposita Commissione partitetica. Ciò non mancherà di recare beneficio - ha aggiunto - all'intera società ungherese, in particolare nel campo dell'istruzione e della cultura".