Il Papa: «Lo Stato deve rispettare gli embrioni»

«L’inseminazione e la fecondazione artificiale sono immorali»

Andrea Tornielli

da Roma

Nel nuovo compendio del Catechismo della Chiesa cattolica, il testo a domande e risposte che sarà presentato da Benedetto XVI il prossimo 28 agosto, sono trattati anche i temi della difesa della vita umana e dei diritti dell’embrione.
Fin qui nessuna sorpresa, perché gli stessi temi – sui quali la polemica in Italia è oggi, dopo il risultato del referendum, ancora accesissima – comparivano pure nel corposo catechismo pubblicato da Giovanni Paolo II nel 1992.
Proprio da quel testo è stato tratto il nuovo compendio, che illustra in modo più sintetico la stessa materia utilizzando le stesse espressioni contenute nel testo precedente e venendo così incontro alle richieste dei fedeli.
Ieri l’agenzia Apcom ha anticipato alcune delle domande e delle risposte dedicate a questi temi, molto dibattuti in questi giorni: nel nuovo testo si ricorda, ad esempio che il diritto inalienabile di «ogni» essere umano, fin dal suo concepimento, è un elemento costitutivo della società civile.
Sono le esatte parole già pubblicate nel catechismo del 1992, che al numero 2273 recitava: «Il diritto inalienabile alla vita di ogni individuo umano innocente rappresenta un elemento costitutivo della società civile e della sua legislazione».
In un passaggio successivo, riprendendo un testo del catechismo precedente, il compendio spiega che quando uno Stato «non mette la sua forza al servizio dei diritti di tutti, e in particolare dei più deboli, tra i quali i concepiti ancora non nati, vengono minati i fondamenti stessi di uno Stato di diritto».
Due pagine dopo, alla domanda numero 499 («perché l’inseminazione e la fecondazione artificiali sono immorali?»), si torna sul tema ricordando che queste tecniche «sono immorali» perché «dissociano la procreazione dall’atto con cui gli sposi si donano reciprocamente, instaurando così un dominio della tecnica sull’origine e sul destino della persona umana».
Anche in questo caso, le risposte del compendio sono ricavate dal catechismo del ’92 e precisamente da questi due testi: «Le tecniche che provocano una dissociazione dei genitori, per l’intervento di una persona estranea alla coppia (dono di sperma o di ovocita, prestito dell’utero) sono gravemente disoneste. Tali tecniche (inseminazione e fecondazione artificiali eterologhe) ledono il diritto del figlio di nascere da un padre e una madre conosciuti da lui e tra loro legati dal matrimonio. Tradiscono il diritto esclusivo degli sposi a diventare padre e madre soltanto l’uno attraverso l’altro» (n. 2376).
Mentre al punto successivo si aggiunge: «Praticate in seno alla coppia, tali tecniche (inseminazione e fecondazione artificiali omologhe) sono, forse, meno pregiudizievoli, ma rimangono moralmente inaccettabili» (n. 2377).
Infine, in un’altra risposta del nuovo compendio, si chiarisce quando il cittadino può disobbedire alle autorità civili. «Il cittadino non deve obbedire quando le leggi delle autorità civili si oppongono alle esigenze dell’ordine morale» e si cita un passo degli Atti degli Apostoli che recita: «Bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini». Anche le esatte parole di questa risposta del nuovo compendio sono tratte dal catechismo della Chiesa cattolica pubblicato tredici anni fa, e precisamente al numero 2242.
Dunque questi testi non rappresentano in alcun modo una novità, essendo stati già codificati nella «magna charta» dottrinale rappresentata dal catechismo universale.
Il compendio, una sorta di vademecum più agile ma comunque «sostanzioso» e completo non fa altro che riproporre quelle posizioni.

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