Il Papa tiene la porta aperta ai lefebvriani

Parigi. «Nei prossimi mesi» ci si può attendere un «gesto di benevolenza» da parte del Papa nei confronti dei lefebvriani, «per dimostrare che la porta non è chiusa». Solo dopo, probabilmente, potrebbe arrivare un gesto di risposta da parte della comunità scismatica e tradizionalista, prevedibilmente non prima del «capitolo» di luglio, che dovrà decidere se confermare monsignor Bernard Fellay alla guida della Fraternità sacerdotale San Pio X o scegliere un successore: è l’analisi del presidente dei vescovi francesi, il cardinale Jean-Pierre Ricard. Pur precisando di non disporre di informazioni specifiche, Ricard - arcivescovo di Bordeaux e membro della pontificia commissione Ecclesia Dei, incaricata dall’affaire Lefebvre - afferma: «Penso che il Papa voglia fare un gesto per dimostrare che la porta non è chiusa, un gesto di benevolenza. Nei mesi prossimi vedremo quale espressione concreta ciò assumerà. Poi bisognerà vedere se la Fraternità farà un passo ulteriore». Nei confronti del gruppo fondato dall’arcivescovo francese Marcel Lefebvre, Benedetto XVI ha mostrato segni di attenzione che dimostrerebbero l’intenzione di ricucire lo strappo che si consumò nel 1988 tra Lefebvre e Giovanni Paolo II.