Il Papa: "Urge strategia contro le nuove povertà"

Il Papa denuncia "le
tante persone e famiglie colpite dalle difficoltà e dalle
incertezze che la attuale crisi economica e finanziaria ha
causato a livello mondiale". Quindi invita i governi ad adottare strategie efficaci per combattere la fame nel mondo. E su Gaza: "Vinca il dialogo"

Roma - Ricevendo il corpo diplomatico Papa Benedetto XVI ha denunciato "le tante persone e famiglie colpite dalle difficoltà e dalle incertezze che la attuale crisi economica e finanziaria ha causato a livello mondiale", ricorda la "crisi alimentare e il surriscaldamento climatico" che rendono "più arduo l’accesso al cibo" e dichiara "urgente" trovare una strategia "efficace per combattere la fame e facilitare lo sviluppo agricolo", denunciando inoltre che "aumenta la percentuale di persone povere nei paesi ricchi".

La violenza non è una soluzione "L’opzione militare non è una soluzione" e "la violenza, da qualunque parte essa provenga e qualsiasi forma assuma, va condannata fermamente". Il Papa ha ribadito la richiesta di una "tregua nella striscia di Gaza sia rimessa in vigore" e ha chiesto "l’impegno determinante della comunità internazionale" e che "siano rilanciati i negoziati di pace, rinunciando all’odio, alle provocazioni e all’uso delle armi". "Una volta di più - ha detto il Papa agli ambasciatori - vorrei ripetere che l’opzione militare non è una soluzione e che la violenza, da qualunque parte essa provenga e qualsiasi forma assuma, va condannata fermamente. Auspico che, con l’impegno determinante della comunità internazionale, la tregua nella striscia di Gaza sia rimessa in vigore - ciò che è indispensabile per ridare condizioni di vita accettabili alla popolazione - e che siano rilanciati i negoziati di pace rinunciando all’odio, alle provocazioni e all’uso delle armi". Alla "riconciliazione", ha detto papa Ratzinger, "non si potrà giungere senza adottare un approccio globale ai problemi di quei Paesi, nel rispetto delle aspirazioni e degli interessi legittimi di tutte le popolazioni coinvolte. Oltre agli sforzi rinnovati per la soluzione del conflitto israelo-palestinese, che ho appena menzionato, occorre - ha aggiunto - dare un sostegno convinto al dialogo tra Israele e la Siria e, per il Libano, appoggiare il consolidarsi in atto delle istituzioni, che sar… tanto più efficace quanto più si compirà in uno spirito di unità".

Laici fra spiritualità e valori "Una sana laicità della società non ignora la dimensione spirituale e i suoi valori, perché la religione non è un ostacolo ma piuttosto un solido fondamento per la costruzione di una società più giusta e più libera". Il Papa ha, quindi, rilevato che anche nei suoi viaggi del 2008 ha riscontrato "le aspettative di molti settori della società nei confronti della Chiesa cattolica": "Molti si aspettano che la Chiesa svolga con coraggio e chiarezza la sua missione di evangelizzazione e la sua opera di promozione umana". E a questo proposito ha citato in viaggi in Australia, Stati Uniti e Francia.

Le discriminazioni dei cristiani Il Santo Padre chiede che si metta "fine all’intolleranza e alle vessazioni contro i cristiani" e ricorda i cristiani vittime di violenza in Iraq, India, e in diversi Paesi dell’Asia. Benedetto XVI auspica, inoltre, che "anche nel mondo occidentale non si coltivino pregiudizi e ostilità contro i cristiani, specialmente perchè, su certe questioni, la loro voce dissente".