Il Papa in vacanza santifica le ferie: «Sono necessarie»

Ieri il primo appuntamento pubblico di Benedetto XVI a Les Combes davanti a seimila fedeli. Poi, nel pomeriggio, la visita al museo dedicato a Wojtyla

Elena Jemmallo

Una «vacanza di lavoro», ma pur sempre una vacanza. Così Benedetto XVI sta trascorrendo la sua villeggiatura in Valle d’Aosta, dove è arrivato lunedì scorso e dove rimarrà fino al 28 luglio. Una vacanza «necessaria» come l’ha definita lui stesso in occasione della suo primo appuntamento pubblico in Val d’Aosta, nella piccola frazione di Les Combes.
Incontrando i seimila fedeli che da tutta la Valle e dalle regioni vicine si sono radunati nella piccola località tra i boschi di Introd, il Pontefice ha parlato della necessità dell’uomo contemporaneo di fare vacanze. «Nel mondo in cui viviamo - ha detto il Papa - diventa quasi una necessità potersi ritemprare nel corpo e nello spirito, specialmente per chi abita in città, dove le condizioni di vita, spesso frenetiche, lasciano poco spazio al silenzio, alla riflessione e al distensivo contatto con la natura».
Sicuramente Benedetto XVI sta vivendo questa esperienza di riposo durante la villeggiatura valdostana, anche se offuscata dalla «enorme tristezza» per gli attentati di Londra e per le vittime del terrorismo e turbata, come ha osservato il portavoce vaticano Joaquin Navarro-Valls, dalla «violenza contro gli esseri umani di cui si legge quotidianamente sui giornali».
Al mattino si sveglia molto presto, celebra la messa, poi fa colazione e recita la prima parte della liturgia delle ore. Poi si chiude in camera da letto e scrive. A proposito dell’ipotesi che il Papa stia scrivendo una enciclica il portavoce ha precisato: «Non dico ne sì né no ma non punterei soltanto sull’enciclica - ha detto Navarro - il papa ha scritto comunque molti libri durante la sua vita», lasciando quindi intendere che in questi giorni Ratzinger si stia dedicando alla stesura di un nuovo testo. Nello chalet di legno e pietra a vista si pranza intorno alle 13 e si cena intorno alle 20 e nel pomeriggio il Papa esce a passeggio negli alpeggi del Pileo, raggiungibili in macchina. Mentre cammina recita il rosario o conversa con il segretario, mons. Georg Gaenswein. La casa è la stessa che ospitò Giovanni Paolo II e dove tutto è rimasto come prima, tranne che per il pianoforte installato per il Papa che ama la musica.
Ieri, a sopresa, ha visitato il museo di Les Combes dedicato a Giovanni Paolo II. E sempre sulle orme del pontefice che l’ha preceduto, Ratzinger è ora proiettato verso i giovani. Concludendo l’Angelus e rivolgendosi direttamente ai giovani, ha dato ancora un volta appuntamento alla Giornata mondiale della gioventù di Colonia, che si svolgerà dal 18 al 21 agosto. «Sono già in cammino verso la Giornata Mondiale della gioventù - ha detto - ci vediamo tutti a Colonia».