Il Papa da Valencia: «L’Italia difenda la famiglia»

Ratzinger deplora l’eccessiva «libertà dell’individuo, come se egli si facesse da solo e bastasse a se stesso»

Andrea Tornielli

nostro inviato a Valencia

La prima visita del Papa in Spagna si conclude con un appello perché anche in Italia sia «difeso» il «patrimonio» della famiglia dalle insidie che ne minano la stabilità. Benedetto XVI, nell’avveniristica Città delle Arti e delle Scienze di Valencia, di fronte a una folla che secondo alcune stime avrebbe raggiunto un milione e mezzo di persone, ha celebrato la Messa conclusiva del quinto raduno mondiale delle famiglie sotto lo sguardo della statua della «Virgen de los desemparados», la Madonna dei derelitti, e ha usato per la cerimonia il prezioso «Santo Cáliz» che secondo la tradizione sarebbe l’autentico santo Graal dell’Ultima Cena.
Nella Spagna di Zapatero, dove la Chiesa cattolica è reduce da due anni di scontro aperto con il governo socialista che ha introdotto le nozze gay, il divorzio «espresso» e la sperimentazione sugli embrioni, Papa Ratzinger ha volutamente evitato i toni da crociata: è qui per parlare del valore positivo della famiglia, non per pronunciare condanne. Le sue parole però sono chiare e l’omelia viene più volte interrotta dagli applausi. Vestito dei paramenti verdi, circondato da decine di cardinali e vescovi, dal palco-piattaforma costruito a cavallo di una grande strada a due corsie separate il Pontefice è partito dalle Scritture per presentare la famiglia come «una comunità di generazioni» garante «di un patrimonio di tradizioni». «Nessun uomo – ha spiegato – si è dato l’essere a sé stesso né ha acquisito da solo le conoscenze elementari della vita... La famiglia, fondata nel matrimonio indissolubile tra un uomo e una donna, esprime questa dimensione relazionale, filiale e comunitaria, ed è l’ambito dove l’uomo può nascere con dignità, crescere e svilupparsi in modo integrale».
Benedetto XVI ha sottolineato l’insostituibile ruolo della famiglia nell’educare i figli ad essere a loro volta capaci di amare: «Col dono della vita il bambino riceve tutto un patrimonio di esperienza», i genitori hanno «il diritto e il dovere inalienabile di trasmetterlo ai figli: educarli alla scoperta della loro identità, introdurli alla vita sociale, all’esercizio responsabile della loro libertà morale e della loro capacità di amare attraverso l’esperienza di essere amati e, soprattutto, nell’incontro con Dio».
L’unico richiamo preciso alla crisi della famiglia nelle società secolarizzate e alle leggi che ne minano la stabilità, il Papa l’ha fatto nell’omelia ricordando come la «cultura attuale» esalti molto spesso «la libertà dell’individuo inteso come soggetto autonomo, come se egli si facesse da solo e bastasse a sé stesso, al di fuori della sua relazione con gli altri come anche della sua responsabilità nei confronti degli altri. Si cerca di organizzare la vita sociale solo a partire da desideri soggettivi e mutevoli». Tra, l’altro, proprio ieri a Valencia due coppie gay si sono sposate in polemica con la posizione del Papa. Invece, ha concluso il Pontefice, la Chiesa «ci insegna a rispettare e promuovere la meravigliosa realtà del matrimonio indissolubile tra un uomo e una donna che è l’origine della famiglia», ribadendo che «riconoscere e aiutare questa istituzione è uno dei più importanti servizi che si possono rendere oggi al bene comune e allo sviluppo autentico degli uomini e delle società».
Il caldo è soffocante e le centinaia di migliaia di famiglie provenienti da tutto il mondo – che in buona parte hanno trascorso la notte accampate sui prati e sui marciapiedi – cercano di sopportarlo come possono, sventolando quasi all’unisono il ventaglio in dotazione nel kit del pellegrino. L’afa attanaglia soprattutto gli anziani e i più piccoli, eppure la folla non vuole lasciare andar via il Papa. Che alla fine della cerimonia si rivolge ai fedeli nelle varie lingue. Ai nostri connazionali dice: «In ogni parte del mondo gli italiani sono stati sempre stimati per il loro forte legame alla famiglia e ai suoi valori. Auspico che questo patrimonio spirituale, morale e sociale, costantemente rinnovato alla luce della Parola di Dio e degli insegnamenti della Chiesa, possa essere difeso anche di fronte alle sfide dell’epoca attuale». La preoccupazione di Benedetto XVI per il nostro Paese emerge ancora più chiaramente nel telegramma inviato dall’aereo al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: «Penso a coloro che anche in Italia operano per difendere la famiglia fondata sul matrimonio dalle molteplici insidie che ne minano la stabilità».
Alla Messa papale hanno assistito re Juan Carlos e la regina Sofia, mentre il governo era rappresentato dal ministro degli Esteri Moratinos e della Giustizia Lopez Aguilar. Al termine il Papa ha annunciato che la prossimo raduno delle famiglie si svolgerà a Città del Messico nel 2009.