Il Papa: "Vi imploro, basta violenza"

Appello del Papa dopo l'Angelus, di fronte alla nuova escalation di violenza in Terra Santa: "Chiedo un sussulto di umanità e di saggezza in tutti quelli che hanno
responsabilità nella situazione, domando alla comunità internazionale
di non lasciare nulla di intentato per aiutare israeliani e palestinesi
ad uscire da questo vicolo cieco"

Città del Vaticano - "Imploro la fine di quella violenza, che è da condannare in ogni sua manifestazione e il ripristino della tregua nella striscia di Gaza; chiedo un sussulto di umanità e di saggezza in tutti quelli che hanno responsabilità nella situazione, domando alla comunità internazionale di non lasciare nulla di intentato per aiutare israeliani e palestinesi ad uscire da questo vicolo cieco e a non rassegnarsi...alla logica perversa dello scontro e della violenza". E' l'appello del Papa dopo l'Angelus, di fronte alla nuova escalation di violenza in Terra Santa. 

Il testo dell'appello Ecco il testo completo dell'appello del Papa per la fine della violenza a Gaza: "Cari fratelli e sorelle, la Terrasanta, che nei giorni natalizi è al centro dei pensieri e degli affetti dei fedeli di ogni parte del mondo, è nuovamente sconvolta da uno scoppio di inaudita violenza. Sono profondamente addolorato per i morti, i feriti, i danni materiali, le sofferenze e le lacrime delle popolazioni vittime di questo tragico susseguirsi di attacchi e di rappresaglie. La patria terrena di Gesù non può continuare ad essere testimone di tanto spargimento di sangue, che si ripete senza fine! Imploro la fine di quella violenza, che è da condannare in ogni sua manifestazione, e il ripristino della tregua nella striscia di Gaza; chiedo un sussulto di umanità e di saggezza in tutti quelli che hanno responsabilità nella situazione, domando alla comunità internazionale di non lasciare nulla di intentato per aiutare israeliani e palestinesi ad uscire da questo vicolo cieco e a non rassegnarsi - come dicevo due giorni fa nel messaggio Urbi et Orbi - alla logica perversa dello scontro e della violenza, ma a privilegiare invece la via del dialogo e del negoziato. Affidiamo a Gesù, Principe della Pace, la nostra fervida preghiera per queste intenzioni e a Lui, a Maria e Giuseppe, diciamo: "O famiglia di Nazareth, esperta del soffrire, dona al mondo la pace". Donala oggi soprattutto alla Terrasanta!"