Il Papa visita il presepe dei netturbini

Stefania Scarpa

Novantacinque case, interamente realizzate in tufo e pietra rispettando il paesaggio e lo stile della Palestina dell’epoca con zampillanti fontane, scroscianti ruscelli, lastricati di sampietrini e flebili luci, più di 200 personaggi, con elementi provenienti da tutt’Italia, in particolare dallo stesso colonnato di San Pietro, da Betlemme e da san Giovanni Rotondo, paese della venerazione di Padre Pio da Pietrelcina: per l’ormai tradizionale presepe dei netturbini romani (la prima rappresentazione allestita è del Natale del 1972) in via Cavalleggeri ieri pomeriggio c’è stato un visitatore d’eccezione, Papa Benedetto XVI. «So che ci tenevate tanto a che non mancassi a questo appuntamento natalizio - ha detto Papa Ratzinger rivolgendosi ai responsabili e agli operatori dell’Ama (l’Azienda municipale ambiente) della Capitale, chiamandoli più volte «netturbani», a causa dell’emozione come lui stesso scherzosamente si è giustificato - ma devo dirvi che questo era anche il mio desiderio». «Ogni anno - ha ricordato il Papa -, finché gli è stato possibile, Giovanni Paolo II è venuto ad ammirare questo vostro presepe. Anch’io, proseguendo questa bella consuetudine, sono venuto volentieri questa sera (ieri, ndr) per incontrarvi e rendere omaggio a tanta dedizione». Benedetto XVI ha voluto esprimere la sua gratitudine «per il lavoro che voi, cari operatori ecologici, svolgete assicurando la pulizia e l’ordine anche nella vasta zona attorno a piazza San Pietro, frequentata da tanti pellegrini e turisti. Il vostro - ha aggiunto - è un servizio che richiede dedizione e comporta non pochi sacrifici». A proposito del presepe, il Pontefice lo ha definito come «il più conosciuto a Roma». «So - ha aggiunto - che di anno in anno, viene arricchito di nuovi elementi, restando però fedele allo stile tipico delle case della Palestina dei tempi di Gesù. Sono rimasto ammirato e mi complimento con quanti hanno lavorato tanto pazientemente».
Questa mattina, intanto, alle 11 in via della Conciliazione, avrà luogo la XXI edizione del Corteo storico folcloristico «Viva la Befana». Al seguito dei Re Magi, questa volta, nell’avvicendamento tra i gruppi folcloristici dello Stivale, arriveranno centinaia di figuranti in costumi d’epoca, con tanto di cavalli e bande musicali, provenienti dalle città umbre di Cascia e di Narni. Alle 12 i partecipanti assisteranno all’Angelus pontificio, dopodiché, al termine della celebrazione i «Re Magi» sfileranno fin sotto la Casa pontificia portando con sé i tradizionali doni della tradizione dell’Epifania a Papa Benedetto XVI.