Paparesta e Collina, le «vendette» di Agnolin

E Borrelli convoca i vicepresidenti dell’Inter Buora e Ghelfi con Branca e Oriali

Gian Piero Scevola

Dopo Massimo Moratti, anche i vicepresidenti dell’Inter, Rinaldo Ghelfi e Carlo Buora saranno sentiti dall’Ufficio indagini. E, dopo di loro, pure i responsabili dell’area tecnica Marco Branca e Gabriele Oriali. Francesco Saverio Borrelli vuole vederci chiaro nel caso Telecom-intercettazioni e, in attesa di poter sentire - come, dove e quando vorrà - l’ex arbitro Danilo Nucini che a fine 2003 in un colloquio con Giacinto Facchetti accampò sospetti su De Santis e Moggi, ha già messo in calendario l’audizione di Christian Vieri che si presenterà in via Allegri la prossima settimana. Il giocatore, infuriato con l’Inter per i pedinamenti e le intercettazioni (queste ultime decisamente smentite da via Durini), si è sentito tradito da Moratti e sembra intenzionato a chiedere i danni a Telecom e Inter. L’esposto presentato dal legale di Bobo, l’avvocato Danilo Buongiorno, è già arrivato all’Ufficio indagini e Borrelli ha deciso di non aprire un nuovo fascicolo, ma di considerare le «lamentazioni» di Vieri per quanto riguarda l’Inter.
Si agitano invece i vertici dell’Associazione arbitri. Gigi Agnolin ha ricevuto il benservito dal commissario Luca Pancalli e il 31 ottobre lascerà l’incarico di commissario dell’Aia (tornerà a dirigere il settore giovanile e scolastico) senza possibilità di venire eletto presidente degli arbitri in quanto non tesserato Aia. Intanto si è registrata la sua personale vendetta su Paparesta, che per soli due giorni ha perso la qualifica di arbitro internazionale (nella lista sono stati inseriti i nuovi Rizzoli, Tagliavento e De Marco). Ma il bello è che Paparesta resterà comunque internazionale fino al 31 dicembre (per l’Uefa conta l’anno solare) e quindi esiste la possibilità formale che l’Uefa lo designi per una gara di coppa Uefa (non per la Champions in quanto il barese non era considerato top class, ma lo sarebbe diventato se non fosse stato squalificato per tre mesi). Stessa «vendetta» sta per cadere sulle spalle di Pierluigi Collina che, rappresentante italiano nella commisssione arbitrale dell’Uefa, è stato deferito alla Disciplinare Aia per una sua telefonata con l’allora addetto agli arbitri del Milan, Leonardo Meani. Collina rischia due anni di squalifica, gli stessi che rischiava Paparesta, ma sarebbe davvero ridicolo se, per una innocente conversazione telefonica, il nostro unico rappresentante arbitrale all’estero dovesse essere punito.