La papera Lilla snobba le oche e cerca famiglia

Le oche, lei, proprio non le può vedere. Anche se loro vorrebbero far comunella, coinvolgerla nel loro giro, lei non ci sta. È di un’altra razza lei. Vabbé, Lilla sarebbe una papera, ma lei non lo sa. Anche perché la sua «mamma», una signora austriaca che viveva alla Spezia e che l’ha dovuta abbandonare a causa di una trasferimento, l’ha cresciuta come se fosse una di casa. Un cagnolino, o un gatto. Lilla risponde a chi la chiama per nome, segue gli umani e la prima esperienza in una comunità, ieri mattina, è stata abbastanza negativa. Come avviene per qualsiasi bimbo nel momento dell’inserimento all’asilo, Lilla è stata accompagnata nella fattoria didattica Carpanedo, dalla responsabile dell’Ufficio Tutela Animali del Comune della Spezia. La dottoressa Antonietta Zarrelli ha trovato questa soluzione insieme ai vicini di casa della proprietaria costretta a trasferirsi per ragioni di famiglia. La fattoria didattica è meta quotidiana di scolaresche. Fondata da un pedagogo spezzino, Pietro Cavallini, per dare lavoro a giovani disabili, la fattoria ha anche una casa famiglia, in cui alcuni di questi ragazzi possono vivere. La struttura è immersa nel verde: ha vitigni, piante da frutta, cavalli, asini, e tanti animali da cortile. «Lilla mi è parsa davvero spaesata soprattutto quando si è trattato di unirsi alle altre oche - ha spiegato la Zarelli - così le hanno messo una ciotola in casa e lei ha continuato a seguirmi per tutta la mattina, quando l’ho presa in braccio mi dava i bacini con il becco e quando sono andata via mi ha seguito fino alla macchina tentando di salire per venire via con me... avevo quasi il magone». Così la dottoressa ha lanciato un appello affinché Lilla sia adottata da una famiglia. In fondo la papera ha circa tre anni ed è ancora giovane e in forma. «Faremo di tutto, non vogliamo certo che finisca in padella», ha continuato la responsabile dell’Ufficio Tutela animali, che ha confessato che se non avesse quattro cani e sei gatti la ospiterebbe volentieri nel suo giardino. «Il problema è che oggi la legge ce lo dice e ne abbiamo la dimostrazione proprio con LIlla - spiega - anche gli animali da cortile hanno un cuore e come tali vanno trattati. Insomma non basta più soltanto buttare loro qualche manciata di cibo, bisogna anche rivolgersi a loro con qualche parola». Lilla insegna.