Paperone Hicks vuole la Roma Cordata americana tenta i Sensi

Dopo i tentativi falliti dai russi il texano, che in febbraio ha preso il Liverpool, punta al club italiano

Roma - In principio furono i russi, ora è tempo di americani. La Roma potrebbe finire nelle mani di Mister Hicks: un uomo d’affari di 61 anni, proprietario del Liverpool, amico di George W. Bush, repubblicano doc e in possesso di un patrimonio personale da 1,3 miliardi di dollari. Un “Paperon de’ Paperoni” di estrazione texana, che si è coperto d’oro senza tuffarsi nel petrolio ma investendo sulla gazzosa statunitense: la Seven Up.

Solo un’ipotesi. Ma il fondo di investimento Hmtf, nato nel 1989 e a capo del quale spicca proprio il nome di Tom Hicks, lo scorso giugno si è messo in testa un’idea meravigliosa: sondare la disponibilità a vendere il pacchetto di maggioranza della Roma. Un’impresa titanica? Al momento, l’americano che ha acquistato a febbraio i Reds investendo in società con George Gillett 450 milioni di euro, dopo alcuni iniziale contatti con i Sensi avrebbe rastrellato azioni della società capitolina per arrivare sulle sponde del Tevere.

Un progetto ambizioso, che Hicks vorrebbe trasformare in realtà grazie all’apporto del partner di Hmtf, Raffaello Follieri, 29enne uomo d’affari originario di Foggia, sbarcato a New York nel 2003 con un biglietto da visita di emissario del Vaticano, nipote dell’allora segretario di Stato Vaticano Andrea Sodano e uomo legato a Bill Clinton. E pensare che «Liverpool», dalle parti di Trigoria, è ancora sinonimo di amarezza e cocente delusione. Una società con la quale, ironia della sorte, i capitolini hanno un conto in sospeso sulla scia della famosa Coppa dei Campioni persa nel 1984 e mai metabolizzata. Una conferma dell’operazione, sia pur parziale, arriva da una nota ufficiale di Italpetroli, la holding del gruppo Sensi. «In merito ad un interesse per l’acquisizione del pacchetto di maggioranza dell’A.S. Roma S.p.A. da parte di investitori – si legge - a Compagnia Italpetroli è stata rappresentata l’esistenza di un possibile interesse di un investitore americano in merito all’investimento nel capitale dell’A.S. Roma. Tuttavia Compagnia Italpetroli non ha mai ricevuto, direttamente o indirettamente, alcuna manifestazione di interesse o offerta». Una precisazione, dunque. Ma nessuna smentita. Come dire: sappiamo del corteggiamento a stelle e strisce, ma non esiste proposta reale.

Il tutto in una giornata che, a Piazza Affari, proprio sulla base delle indiscrezioni emerse, ha visto schizzare il titolo della società capitolina: chiusura a +9,80%, prezzo a 0,8942 e un elevato volume di titoli scambiati, pari ad euro 2.512.208,00. Un quadro chiaro, dalle tonalità ottimistiche.

Hicks non sarà l’Abramovich d’Occidente, ma ha idee e ambizioni. Come ha dimostrato, oltre che alla guida del Liverpool, al timone dei team di baseball dei Texas Rangers e di hockey dei Dallas Star. Un uomo che mastica sport e affari. E che ha colto al volo il contatto con l’Italpetroli (società che ha un’esposizione debitoria di oltre 200 milioni di euro) creato e portato avanti da Jeff Slack, ex amministratore delegato di Inter-Active.

I Sensi, dopo la trattativa con la Nafta Moskva, sembrerebbero meno propensi ad accogliere nuovi interlocutori. Anche per questo il contatto non sarebbe terminato tra squilli di tromba e ciò avrebbe spinto Hicks a puntare sulla Borsa, per recuperare il flottante di As Roma, ovvero le azioni libere: meno del 30% dell’intero pacchetto. Un’operazione da 25 milioni di euro. Insomma, non si escludono colpi di scena. Tutti in attesa dell’evolversi della vicenda. In primis l’americano che, sfruttando la latitanza degli imprenditori romani, attende segnali.

Due elementi giocano a suo favore. Il primo: se la famiglia Sensi non troverà altri immobili da vendere, la Roma potrebbe restare l’ultima carta per evitare il fallimento della Italpetroli. La seconda: Unicredit e Capitalia, fino ad oggi vicine alle esigenze del club giallorosso, potrebbero sollecitare la cessione del club. La partita a scacchi è ormai entrata nel vivo. Si attendono le prossime, preziose mosse.