Papi: "Faccio girare la Ruota ma Mike resta inimitabile"

"Sarà dura contro Striscia e i pacchi, ma io sono da sempre abituato a sudarmela"

Caro Enrico Papi, così da stasera sarà lei a girare la Ruota della fortuna su Italia 1?
«Sì, e ne sono fiero. È un programma che sta andando benissimo in molti Paesi, dalla Francia alla Spagna, dall’Inghilterra agli Stati Uniti. Arrivando perfino a sostituire i pacchi».

Il pubblico le perdonerà di aver sottratto il posto a Mike?
«Spero proprio di sì. Anche perché non ho mai pensato lontanamente una cosa del genere. Il confronto non è ipotizzabile, lui è un pezzo unico. È il vero conduttore tv, al servizio del pubblico, né predicatore, né showman».

Lei comunque si è fatto la fama di rimasticatore dei big, Buona Domenica al posto di Fiorello, Il gioco dei nove al posto di Vianello...
«E non è detto che non ci possa essere anche la quarta volta... Scherzi a parte, io credo che l’azienda veda in me un conduttore essenziale, senza fronzoli».

Allora è lei l’erede di Bongiorno?
«Magari. Per me Mike è un mito, il vero esempio di come si fa la televisione. Come lui c’è solo Costanzo. Poi Bonolis».

Però Mike non è sulla sua stessa lunghezza d’onda: «Papi - ha chiesto di recente - e chi è?».
«Ma lui ci gioca, ci conosciamo benissimo».

Le sue ambizioni sono minori, Mike ha fatto più di tremila puntate della Ruota, lei si fermerà a meno di cinquanta...
«Certo, è giusto mantenere le distanze. La mia Ruota sarà un programma per la famiglia che si raduna intorno al televisore. Specialmente adesso che arrivano le feste di Natale. Lo considero un modello di tv positiva. Fatta con ottimismo, come appare già nel testo della sigletta iniziale, che ho scritto io».

Già perché lei è anche autore di questa Ruota...
«Sì, con altri tre».

Dica la verità, un po’ di fifa ce l’ha?
«Un po’? Ho una paura pazzesca. Per la prima volta in vita mia, dopo oltre quattromila apparizioni in tv. Credo che si veda come sono emozionato. Spero che il pubblico si accorga che ci ho messo il cuore».

Cos’è, il fantasma di Mike?
«No, lui è un’entità superiore. Non può spaventarmi».

Ha rivisto un po’ di vecchie puntate?
«No, non ce n’era bisogno, le ho nella memoria. Ho visto invece quelle che fanno all’estero. Durante le nostre prove è venuto il il titolare del format americano. Devo dire che che gli è piaciuto molto, tanto che ha voluto la cassetta».

Cosa cambia nella sua conduzione rispetto all’antica?
«È una conduzione calzata su di me, molto veloce, ritmata. Con un tono più scherzoso».

La Ruota è ancora popolarissima, ma i più giovani non la conoscono. Come funziona, in due parole...
«Bisogna comporre una frase di cui si conosce solo l’argomento, in base alle vocali e alle consonanti che man mano escono».

Quanto si può vincere?
«Duecentomila euro, ma conto di arrivare a cinquecentomila».

In quell’orario, venti e trenta, è dura, contro Striscia e Affari tuoi...
«Durissima. Ma io vengo dalla strada, quindi sono abituato a sudarmela. Non ci sarebbe gusto contro programmi deboli».

Per fare la Ruota lei lascia Prendere o lasciare. Un bilancio... «Benissimo, anche se era un salto nel buio. Tanto che lo abbiamo venduto in quattro Paesi. Chiusa la Ruota, a fine gennaio, lo riprenderemo».

Non è per farle i conti in tasca, ma cosa si aspetta dalla Ruota?
«Nessuno mi crederà, ma sono uno dei pochi che non guarda mai gli ascolti. È un meccanismo perverso: un conduttore dovrebbe restarne fuori. La ruota della fortuna è donna, spero che la share sia femmina».

Mai avuto flop in carriera?
«Non sono mai stato segato in corsa».

Era lei il miglior conduttore possibile?
«Se l’azienda ha pensato a me, vuol dire che ero il più adatto. In fondo non sono l’ultimo venuto. Non per vantarmi, ma ora che sto per diventare ancora papà, il direttore di un notissimo settimanale mi ha rivelato che la mia foto in copertina con moglie e figlia, gli ha fatto vendere trentamila copie in più».

Se Papi fosse stato indisponibile, lei chi avrebbe scelto?
«Mike».

La valletta è una vallettona, Victoria Silvstedt, Mike l’avrebbe presa?
«Sì, Mike è un buongustaio».