Papocchio Pisapia-Boeri Non riescono a far pace ma neanche a divorziare

(...) e ironizza che «la scelta dei collaboratori spetta solo a lui, non esiste un sottoprincipio per cui devono essere graditi anche a chi scrive su internet», sembra che la mobilitazione sul web e in particolare da parte di qualche esponente della borghesia milanese stia avendo un certo peso nella frenata ieri di Pisapia. Chi gli è più vicino, come l’assessore al Commercio Franco D’Alfonso, ipotizza che finirà come il famoso detto, «tanto tuonò che non piovve». Certamente «questi sono forse i giorni più tempestosi da quando sono la governo della città» confessa il sindaco in serata. Ricapitolando: dopo una riunione fiume con consiglieri, assessori e segretari milanesi del Pd chiusa alle 2 di notte, ieri alle 9.30 Boeri ha comunicato via lettera al sindaco la restituzione delle deleghe: Cultura, Moda, Design ed Expo. Non significa dimissioni, la palla passa al sindaco che per estrometterlo dovrebbe revocargli l’incarico di assessore. La consegna delle deleghe è stata «una scelta difficile - ha spiegato Boeri -, ma va intesa come un atto distensivo e di fiducia nei confronti del sindaco». Di fronte al passo indietro, Pisapia dovrebbe riprenderselo in giunta con poteri dimezzati: solo le deleghe alla Cultura. Questo il patto con i Democratici. Ma nel pomeriggio una nota durissima riapre gli scenari: sentiti gli assessori, ribadisce che «il bene più prezioso è la collegialità del lavoro» collegialità «che è stata infranta più volte da parte di un solo assessore, tutti i componenti della giunta interpellati hanno riaffermato come sia assolutamente necessario lavorare con spirito di coesione». Più la bastonata finale che la premessa a una ricomposizione dei cocci. Ma in tanti la interpretano come la puntualizzazione che il conflitto non è di natura politica né su Expo. Si vedrà, il sindaco oggi apre le consultazioni con i gruppi di maggioranza, alle 17.30 vedrà il Pd. La capogruppo Carmela Rozza ribadisce che «tra Pd e sindaco non ci sono problemi» ma è convinta che il passo di Boeri «possa portare a una ricomposizione, sono fiduciosa che resterà in giunta, magari non con tutte le deleghe». Più scettica la vicesindaco Maria Grazia Guida, che ribadisce le divergenze in giunta. Non entra nel merito il segretario Pier Luigi Bersani, «il Pd è al lavoro per creare un clima tale da riuscire ad aggiustare le cose. Vedano loro, ma non vorrei si disperdesse la grande spinta milanese». Radicali e Idv non credono alle motivazioni «personali». I dipietristi temono che dietro ci sia «una tendenza a escludere ciò che è più scomodo per portare all’alleanza di una parte della sinistra con i neo-democristiani. Condividiamo il pensiero di Boeri su Sea e Expo». Per i radicali è «urgente un chiarimento alla città e in maggioranza, che uno strappo così grave possa avere origine solo da incompatibilità di carattere sarebbe da totali irresponsabili». Piena sintonia al sindaco da Sel.