Il pappagallo è un bestemmiatore e i rabbini lo condannano a morte

Gerusalemme. Condannato a morte per eccesso di parolacce: è la sentenza emessa dai rabbini nei confronti di un pappagallo «colpevole» di imprecare in continuazione. Il proprietario, disperato per gli improperi che uscivano dal becco dell’animale, era pronto a eseguire la «sentenza» quando è intervenuto il suo medico, Oren Zarif, che ha deciso di adottare il pappagallo, salvandolo così da morte certa. «Il mio paziente - ha spiegato il medico - ha consultato un rabbino il quale decise che il pappagallo avrebbe dovuto essere ucciso perché peccava e induceva altri a peccare». I figli del proprietario infatti erano influenzati dall’animale e dalle sue parolacce. Zarif, tuttavia, si è rifiutato di farlo sopprimere ma dopo poco ha avuto dei ripensamenti. Il pappagallo, infatti, anche nella nuova casa, non si comportava meglio e le sue imprecazioni avevano cominciato a infastidire i pazienti ortodossi che frequentavano l’ambulatorio. Disperato, Zarif ha consultato un altro rabbino, che stavolta ha consigliato di tagliare la lingua al pappagallo «con il minimo di sofferenza. Se questo non aiuta, l’animale deve essere macellato». Il medico tuttavia si è rifiutato, pressato anche dalla moglie che lo minacciava di divorzio. Zarif ha quindi lanciato un appello: «Sono pronto a donare il pappagallo a un safari o a un altra istituzione che si prende cura degli animali. Almeno, questi possono tenerlo lontano dai bambini».