Pappalardi, il padre dei fratellini chiede 500mila euro allo Stato

La
richiesta di risarcimento (516mila euro) segue le motivazioni della sentenza della Cassazione di annullare
l’arresto per mancanza dei gravi indizi di colpevolezza

Bari - Filippo Pappalardi, il padre dei due fratellini, Ciccio e Tore, scomparsi il 5 giugno del 2006 da Gravina in Puglia e ritrovati morti lo scorso 25 febbraio all’interno di una cisterna abbandonata nel centro del paese pugliese, ha chiesto al suo legale di procedere con la richiesta di risarcimento danni per l’ingiusta detenzione a cui l’uomo è stato sottoposto dalla notte del 26 novembre del 2007 al 4 aprile scorso, quando fu scarcerato dal gip di Bari, Giulia Romanazzi, che lo aveva mandato ai domiciliari l’11 marzo, dopo il ritrovamento dei cadaveri dei figli. Il risarcimento sarebbe di oltre 500mila euro.

L’uomo era stato accusato in un primo momento dalla squadra mobile di Bari e dalla procura della città pugliese del sequestro, l’omicidio e l’occultamento del cadavere dei figli. A favore dell’uomo, però, si era espressa la corte di Cassazione, che a maggio aveva definito "ingiusto" l’arresto e nei giorni scorsi aveva reso noto le motivazioni. Da qui la decisione di Filippo Pappalardi di chiedere i danni. Intanto nei prossimi giorni sul tavolo del gip Giulia Romanazzi potrebbe finire anche la richiesta di archiviazione da parte del sostituto procuratore di Bari Antonino Lupo, nei confronti di Filippo Pappalardi, che concluderebbe in questo senso tutto l’iter giudiziario nei confronti dell’uomo, iter giudicato "errato" da più parti.