Pappano: "Mi vuole la Scala? Per il momento sto bene a Roma"

Voci sempre più insistenti danno il direttore inglese di origine italiana sempre più vicino alla direzione dell'istituzione musicale milanese. L'interessato smentisce e raccoglie consensi unanimi per la brillante trasferta viennese di Santa Cecilia

Per ora Antonio Pappano, il quotato direttore inglese di origini italiane (i genitori erano emigrati dalla provincia di Benevento), sta bene dove sta, ovvero alla direzione musicale del Convent Garden a Londra e dell'orchestra di Santa Cecilia a Roma, con la quale è questi giorni in tourne a Vienna e miete furiosi successi.
Circa una sua candidatura a direttore della Scala, Pappano, in un'intervista all'agenzia Ansa dopo il primo concerto al Musikverein, spiega di avere «al momento due progetti importanti» («Manon Lescaut» di Puccini nel 2010 e «Les Troyens» di Berlioz nel 2014) col teatro milanese e di esserci tornato da poco dopo 14 anni con dei concerti con la Filarmonici. «È andata molto bene», ma «non penso più lontano di oggi, ora sto bene dove sto, non vedo perché devo mettere sotto sopra la mia vita senza necessità», ha detto facendo capire che il suo posto ora è lì, a Roma, almeno fino allo scadere del contratto con l'orchestra nel 2013.
«Amo molto questa orchestra», dice mostrandosi contento dei risultati conseguiti, e del successo ottenuto in quella che è «forse la sala più importante del mondo» (la sala d'oro, quella dei concerti di Capodanno, del Musikverein), ma che «non è una sala facile perché qui il suono balla, c'è molto alone ed è necessaria una concentrazione totale». Per Santa Cecilia è la seconda volta qui dopo il debutto, con Pappano, nel 2007.
Un repertorio sterminato, il suo, sinfonico, lirico, da Wagner, all'opera italiana. «È perché sono molto curioso, voglio mettere il naso dappertutto per avere un orizzonte il più vasto possibile, ogni repertorio aiuta a capire un altro repertorio, più ricca l'esperienza e più serve a continuare».
Personalmente dice di non avere preferenze: «il mondo dell'opera lirica è ricco ma il sinfonico ancora più per questo il legame con Santa Cecilia è per me così importante».