«Par condicio» anche per i giudici Salta la relazione del segretario

Tempo di elezioni anche per i novemila magistrati italiani, chiamati a luglio a rinnovare i componenti del Consiglio superiore della magistratura. Così, al congresso dell’Associazione nazionale magistrati (Anm), è stata applicata una specie di «par condicio» da campagna elettorale: i leader del sindacato delle toghe hanno deciso di cancellare dal programma la relazione conclusiva dell’assise, affidata al segretario Antonio Patrono. Leader della corrente di Magistratura indipendente, Patrono sarà infatti uno dei candidati del suo gruppo per il Csm (assieme ai colleghi Cosimo Ferri, giudice a Massa, e Sergio Romano, magistrato di sorveglianza a Roma).
È stata Unicost, la corrente di maggioranza, a chiedere espressamente di non concedere una «ribalta privilegiata» a Patrono. Richiesta accolta. Anche se c’è chi ha giudicato la proposta piuttosto singolare, visto che due giorni fa, nella prima giornata del congresso, proprio uno dei candidati di Unicost, l’attuale vicepresidente dell’Anm Carlo Fucci, aveva goduto della stessa ribalta.
Calato il sipario sul ventottesimo congresso, l’Anm si prepara ora al cambio della guardia ai vertici. Tra un paio di settimane, quasi sicuramente il 12 marzo, si riunirà il parlamentino per rinnovare la giunta, che sarà ancora unitaria.
I leader delle correnti hanno trovato l’accordo sul nuovo presidente: Ciro Riviezzo del Movimento per la giustizia passerà il testimone a Giuseppe Gennaro, di Unicost, che ha già guidato il sindacato delle toghe nel 2000. Il cambio rientra nella normale rotazione che periodicamente vede alternarsi i diversi gruppi ai vertici dell’Associazione nazionale magistrati.