Par condicio? Costerà trenta milioni di euro

Il palinsesto della prima rete sconvolto per fare spazio ai partiti. Via telefilm e programmi campioni di audience. Perdite per la pubblicità

Milano - Altro che par condicio. Per la Rai, e soprattutto per il primo canale, sarebbe il momento di inferiorità massima. Un baratro editoriale ed economico. Che già si calcola sui trenta milioni di euro circa. Ben trenta milioni di possibile perdita in mancati introiti pubblicitari. Il motivo è presto detto: le norme approvate qualche giorno fa dalla Commissione Vigilanza impongono a Raiuno di trasmettere nelle due settimane precedenti le elezioni (13 aprile) le conferenze stampa dei candidati premier, tra le 21 e le 22,30, della durata di sessanta minuti: dunque, nell’ora di massima presenza di pubblico televisivo. Più una ultima serata i cui i politici si confronteranno tutti insieme. E se si calcola che i candidati sono finora undici (Berlusconi, Veltroni, Casini, Santanchè, Fiore, Bertinotti, Ferrando, Mastella, Boselli, De Vita e Flavia D’Angeli) i conti sono presto fatti. In sostanza, se non si troveranno altre soluzioni nelle prossime ore (domani è prevista una riunione della Commissione), il palinsesto di Raiuno nei primi quindici giorni di aprile verrebbe spazzato via. Niente fiction, niente varietà, niente partite.

Si dirà: che c’è di male? Il primo canale è la rete più importante della Tv di Stato ed è naturale che in campagna elettorale dia spazio ai rappresentati dei partiti che si candidano a governare il Paese. Certo, ma le decisioni della commissione presieduta da Mario Landolfi mette Raiuno in una situazione senza precedenti. Creata dagli stessi politici che per anni hanno deplorato l’ingerenza della politica nella Tv di Stato, hanno predicato contro la crisi in cui Viale Mazzini annaspa e il disastro dei conti economici. Non si era mai vista la chiusura delle trasmissioni di prima serata per due settimane. E, se ne può stare certi, i monologhi (non confronti, che hanno più pepe) di Bertinotti e soci non avranno lo stesso appeal sul pubblico di Terence Hill nei panni di Don Matteo o Bianca Guaccero nella fiction Capri. Ma quel che più peserà sulle casse della Rai è che, ovviamente, le conferenze non potranno essere interrotte dai break pubblicitari e da telepromozioni: da qui un calcolo, fatto a spanne, di 30 milioni di euro di perdita. Se si pensa che uno spazio pubblicitario (di solito composto da 7 o 8 spot) per i programmi che vanno in onda in prime time sul primo canale valgono tra settecento e ottocentomila euro, il calcolo è presto fatto. In quei giorni il direttore di Raiuno Fabrizio Del Noce dovrà mandare in onda Affari tuoi, che comincia subito dopo il Tg1, fino alle 21,30: il giochino dei pacchi può contenere due break. I successivi saltano. In più, quelli che andranno in onda alla fine della conferenza stampa, varranno meno del solito, dato che il pubblico se la sarà data a gambe. E questo vale anche per Raidue e Raitre che dovranno ospitare tribune elettorali e interviste.

I vertici Rai sono ovviamente molto preoccupati, tanto che il direttore generale Claudio Cappon ha fatto presente alla Vigilanza tutte le conseguenze che le norme avranno sull’azienda: oltre al danno economico, anche i vari problemi organizzativi. Il regolamento prevede, per esempio, che non possano andare in onda in contemporanea sulle tre reti trasmissioni di carattere politico. Quindi, per esempio, se su Raidue in seconda serata ci sarà un’intervista, Porta a porta non potrà parlare di elezioni.

Infine, c’è la questione editoriale. Le dieci serate interromperanno la programmazione di fiction molto viste come Don Matteo, faranno slittare la partenza di varietà come i Raccomandati e di serie campioni di ascolti come Capri 2. Per non parlare della partite di Champions League e di Coppa Italia, in onda al mercoledì che dovranno forse essere spostate su Raidue o Raitre. Per il primo canale significa lasciare campo libero alla concorrenza: il pubblico di prima serata, avvezzo a fiction e giochini, si riverserà sugli altri canali. E non sarà facile riprenderseli a stagione televisiva inoltrata. Ne valeva la pena?