Par condicio, i diktat dell’Unione cancellano Berlusconi dal video

Mediaset organizza un faccia a faccia fra i due sfidanti ma Prodi rifiuta. E il Cavaliere è costretto a rinunciare alla presenza tv

Fabrizio de Feo

da Roma

È una deflagrazione a catena quella che investe Mediaset fin dalle prime ore del mattino. Un terremoto che ha come epicentro l’invito rivolto a Silvio Berlusconi dalla trasmissione Terra! ma che travolge, con le sue onde sismiche, anche la puntata di Matrix alla quale avrebbero dovuto partecipare Pier Ferdinando Casini, Gianfranco Fini, Piero Fassino e Francesco Rutelli. Il risultato finale è un grande segno di penna sull’informazione politica di Canale 5, cancellata a causa dell’ostruzionismo messo in campo dall’Unione e dal «gran rifiuto» di Romano Prodi che sfrutta la gabbia della par condicio per impedire al premier di apparire in televisione. Un corto circuito e un boicottaggio che spinge un uomo mite come Fedele Confalonieri a dettare un giudizio secco e preoccupato sull’accaduto: «Queste mi sembrano prove generali di regime».
Ore 10.30: Filtra la notizia che Mediaset prevede di registrare una trasmissione speciale di Terra! con ospite Silvio Berlusconi da mandare in onda in prima serata.
Ore 11.00: Insorge Piero Fassino. «Siamo di fronte a una violazione evidente delle regole».
Ore 11.17: Si diradano le nebbie sulla trasmissione di Mediaset. Si tratta di uno speciale del Tg5 a cui parteciperebbe come unico esponente politico Berlusconi, alla luce dell’indisponibilità di Romano Prodi e di tutti i leader del centrosinistra. Per assicurare il contraddittorio Mediaset contatta giornalisti di testate giornalistiche di sinistra, disposti a fare in studio domande al premier.
Ore 12.24: Parla Silvio Berlusconi. «Sono stato invitato da un programma di Mediaset, l’invito è stato rivolto anche a Prodi che ha rifiutato. Con la strategia della sinistra io non sono potuto andare in nessuna trasmissione televisiva, proprio nel cuore della campagna elettorale. Abbiamo così informato l’Authority che ha riconosciuto che questo comportamento non era corretto e che ha detto che l’invito poteva essere rivolto anche ad altri leader. Questi ultimi hanno però rifiutato. Così Mediaset mi ha richiamato dicendo che in trasmissione avrò contro alcuni giornalisti di sinistra».
Ore 12.40: Il diessino Giuseppe Giulietti fa risuonare il suo monito: «Mi auguro che nessun giornalista italiano voglia prestarsi allo spot elettorale messo a punto da Berlusconi. Il premier va lasciato solo nella sua disperazione». Il direttore di Liberazione, Piero Sansonetti, pronuncia il suo «no»: «È improponibile! A pochi giorni dalle elezioni, senza contraddittorio». E Gabriele Polo, direttore del Manifesto, fa lo stesso: «Siccome sono un coglione non ci vado. E non voglio fare l’utile idiota travestito da giornalista».
Ore 12.44: Interviene Romano Prodi: «Si tratterebbe di una gravissima violazione della par condicio che ha evitato la sovraesposizione mediatica difendendo così la democrazia».
Ore 13.07: L’Autorità per le comunicazioni rende noto «di non aver rilasciato nessuna autorizzazione, né tanto meno questa è stata richiesta» riguardo alla partecipazione del premier a una trasmissione di Mediaset.
Ore 13.35: I direttori dei quotidiani Europa, l’Unità, il Manifesto e Liberazione lanciano un appello ai giornalisti italiani perché non si prestino ad aiutare il presidente del Consiglio a tenere una trasmissione con lui come unico leader politico presente.
Ore 13.39: Scatta l’effetto domino anti-Mediaset. Dopo la notizia sulla presenza di Berlusconi in prima serata su Canale 5 Piero Fassino e Francesco Rutelli decidono di disertare la puntata serale di Matrix.
Ore 13.58: «Il cdr del Tg5 si dichiara fermamente contrario all’ipotesi di una conferenza stampa del presidente del Consiglio ritenendo che l’unico contraddittorio giornalisticamente accettabile sia la presenza del candidato o di uno dei leader dello schieramento avversario. Il cdr del Tg5 esprime anche viva contrarietà per il rifiuto di Prodi a partecipare alle trasmissioni elettorali di Mediaset».
Ore 14.12: Silvio Berlusconi rinuncia a partecipare alla trasmissione Terra!.
Ore 14.41: Enrico Mentana contatta gli staff di Fassino e Rutelli comunicandogli che sono venute meno le ragioni della loro protesta, alla luce dell’annullamento di Terra!.
Ore 14.58: Piero Fassino e Francesco Rutelli ci ripensano e sono annunciati in arrivo per la registrazione di Matrix ma vanno via gli altri, Fini e Casini. «Se la fanno da soli». È la prima reazione del leader di An che, dopo oltre un’ora di attesa, si infila in macchina e come Casini lascia gli studi di Mediaset. Gli fa eco Casini: «Questo è un modo come un altro per imporre una prova di arroganza. Noi - aggiunge - abbiamo fatto tutta la campagna elettorale rispettando le regole di educazione. Ciascuno di noi ha programmato degli impegni. A questo punto, facciano loro quel che vogliono».
Ore 16.08: Fedele Confalonieri si dice «indignato» per quanto accaduto. Spiega: «È 27 anni che facciamo esami di pluralismo. Che si debba essere trattati come reietti è inqualificabile. Tutto comincia dalla nostra idea di ospitare un faccia a faccia tra il premier e il candidato dell’opposizione. Prodi, però, invitato ancora una volta, rifiuta di venire. E dunque cambiamo programma: un Berlusconi contro tutti con cinque giornalisti che facciano pelo e contropelo al presidente del Consiglio. Ed ecco il regime: parte il tam tam dei Giulietti e company per dire che nessun giornalista doveva venire e nessun giornalista ha accettato l’invito. Un comportamento vergognoso. Se questo non è conformismo, se questo non è regime... Mentana non sapeva nulla? E chi se ne frega». Secco anche il commento di Carlo Rossella: il centrosinistra ha «scatenato una azione mediatica potente e ricattatoria» per impedire la presenza del premier.
Ore 18.38: Silvio Berlusconi detta il suo giudizio finale sull’accaduto: «La mia mancata presenza al Tg5 è un assaggio del regime della sinistra».