La parabola di Ed: da anchorman a barbone

da Londra

Un tempo si aggirava per gli studi televisivi dei più importanti network internazionali. Lo stress della diretta, il conto alla rovescia prima della messa in onda, le gratificazioni di un lavoro sotto i riflettori. Itn, Bbc, Sky, Channel 4: i principali canali televisivi inglesi se lo contendevano. E la sua professionalità era pagata come impone il mercato. A fine anno erano 150 mila euro. Ora Ed Mitchell, 54 anni, giornalista economico la cui gavetta era iniziata alla Reuters ed era proseguita qui per 33 anni, si aggira per le mense dei poveri e la legge del contrappasso ha stabilito che per lui possano essere sufficienti 52 sterline a settimana.
Un destino a dir poco beffardo quello toccato all’ex anchorman. Una carriera per la quale è sufficiente citare la banale espressione «dalle stelle alle stalle». Perché per Ed è bastato il licenziamento, nel 2000, per mandare in fumo non solo la carriera, ma una vita intera. Da conduttore televisivo a barbone: oggi Mitchell vive in una panchina sul lungomare di Hove, nell’East Sussex, a poca distanza da quella che un tempo era la sua casa, ma che ora è finita nelle mani delle banche e dei creditori.
Messo alla porta dalla Cnbc, Mitchell non è infatti riuscito a colmare i suoi debiti, circa 250 mila sterline (quasi 350 mila euro) e ha continuato a lungo ad usare e abusare delle sue carte di credito: «A un certo punto ne avevo 25. Ne usavo una per pagare l’altra. Cercavo solo di non affondare». Fino a che il fondo lo ha toccato davvero. Due settimane fa è arrivata la bancarotta. L’ultima e decisiva batosta dopo che anche la moglie, Judy, lo aveva lasciato.
Eppure lui, dalla sua nuova vita (di cui teme due cose: morire di freddo per strada o essere picchiato mentre dorme) ha imparato una lezione: «Apprezzare le piccole cose e contare solo su me stesso».