LA PARABOLA

«Zero impatto, non carbonio». Questo significa Zincar. La società nasce nel 1999 come joint venture fra Edison Termoelettrica e Aem, azienda energetica municipalizzata del Comune, ora A2a. Partecipata al 51 per cento da Palazzo Marino Comune era stata costituita per curare progetti per la mobilità sostenibile in Lombardia, e finanziata con fondi dell’Unione europea, del ministero dell’Ambiente e della Regione Lombardia. Denaro divorato da un crac di oltre 16 milioni di euro. La srl, infatti, è passata per una fase di liquidazione e poi è finita nelle mani del curatore fallimentare Lino De Vecchi, dopo che il tribunale di Milano ne aveva dichiarato il fallimento il 28 maggio 2009. La ragione sociale della Zincar era quello di «sperimentare la tecnologia delle celle a combustibile solido dette zinco-aria su una flotta di cento furgoni elettrici per il trasporto merci». Nel 2001, Aem ha assorbiva le quote di Edison diventando socio unico. La mission aziendale diventa la mobilità urbana sostenibile. Nel 2005, poi, il Comune è entrato nel cda con il pacchetto di maggioranza.