Paradiso, in ogni quadro si trova l’America

È la poesia che è al centro della qualità pittorica di Paolo Paradiso che conferisce alla realtà urbana quei valori cromatici necessari per comprendere il sentiero di un’esperienza che viene da lontano, esibendo la maestria nel gestire la materia unita alla moderna tecnica artistica.
I suoi lavori esposti alla Galleria Ponte Rosso di via Brera 2 fino a oggi (dalle 15.30 alle 19) sottolineano la secolare lezione impartita dai grandi maestri della pittura del Novecento come Man Ray, John Heartfield, Andy Warhol o Arnulf Rainer: le tele ci appaiono come fotografie, si ispirano a immagini d’Oltreoceano. È un pittore italiano insolito perché dipinge l’America in maniera tale da creare uno scenario urbano che fa riflettere sulla qualità della vita moderna. Fedele al «più consapevole mestiere del dipingere» l’opera di Paradiso seduce lo spettatore per scene e colori. I quadri di grande e medio formato esposti in via Brera ci fanno comprendere la chiave di lettura di un’audace prospettiva che solo una «composizione assolutamente astratta e geometrica costituisce la qualità più profonda dell’opera», un parere anche di Carlo Adelio Galimberti che ha curato la prefazione del catalogo che accompagna la mostra voluta da Nanda Consonni e che sta riscuotendo successo sia da parte di giovanissimi che di un pubblico attento ed esperto come quello della tradizionale Galleria Ponte Rosso tanto amata da Novello e Montanelli.
Paradiso aggiunge, rispetto alle opere di Edward Hopper, le cui atmosfere rimangono rarefatte anche se realizzate sempre con un taglio fotografico, la casualità pittorica del dripping di Pollock, comprese le appariscenti immagini pubblicitarie di Warhol, un rigore compositivo che fa sì che la geometria urbana si mescoli alle ombre delle smisurate dimensioni del costruire mentre la folla riesce a rimanere protagonista in un mondo dove il recupero della poetica rimane in determinati binari prestabiliti. Per fare un esempio, nell’opera «Chicago» la rete urbana avvolge la vita civile di una città, mentre in «Play ball» e «New York builders» il vivere moderno entra nello scenario paesaggistico trasformando una strada urbana al tramonto in una sorta di campo agricolo dai toni tanto cari a Fattori. «Lunch bread» e «After the Snow», ma soprattutto «Crossing» giocano con la ripresa aerea tra finzione e realtà.
I richiami della Pop Art, Paradiso li recupera in maniera propria ritagliando scritte e luci aggressive ben rappresentate in «Chinatown», «Radio City» e «Admiral», tutto oli su tela.
Paolo Paradiso è nato a Milano nel 1957 e dopo avere studiato grafica pubblicitaria si è da sempre dedicato alla pittura amando però anche la fotografia.