Il paradiso perduto dell’infanzia

Benedet­to XVI ha detto che si figura il para­diso con i sapori e i colori della sua in­fanzia con suo padre e sua madre

È passata inosservata domenica scorsa la dolcissima risposta del Papa a Milano a chi gli chiedeva come s’immaginava il paradiso. Liberando­si mentalmente della mitria, Benedet­to XVI ha detto che lui si figura il para­diso con i sapori e i colori della sua in­fanzia con suo padre e sua madre. Una confessione proustiana, tenera e universale, che sfugge al rigore della dottrina e alla fede, parte dal cuore e arriva diritta al cuore di tutti. Il paradi­so di ciascuno abita come un tesoro sommerso nell'infanzia. Ricordo l'in­canto dei risvegli con mia madre che mi portava la luce del sole a letto e poi si fermava a giocare. Ricordo la magia delle sere, quando scivolavi nel son­no mentre una voce e una mano ti ca­rezzano la testa da dentro e da fuori. Ricordo le fughe di giugno dalla scuo­la elementare sul motorino di mio pa­dre che mi portava sulle ali del vento in campagna a raccogliere gioia dagli alberi. Ricordo l'attesa del mare in ter­razzo, la striscia d'azzurro oltre il bian­co dei panni distesi. E poi la discesa fe­stosa al mare; mio padre che costrui­va il maricello, una vasca marina pro­tetta da una muraglia di ciottoli, frut­to della sua edilizia marittima, ed io entravo in quel piccolo mare nostro, ai bordi del mare più grande; lui ha continuato a erigere effimere darse­ne anche quando nuotavo ormai in mare aperto, quasi a marcare le no­stre acque territoriali. Il paradiso è là, nel bagliore sognante dell'infanzia. I soli paradisi che conosciamo sono i paradisi perduti, ci aspettano nel pas­sato. Il nostro paradiso è a Itaca, dove si torna.
Commenti

lunisolare

Dom, 10/06/2012 - 18:41

La mente ci riconduce ai luoghi dell'infanzia dove regnava la spensieratezza, dove l'ingenuità dei sogni era ancora viva, dove si guardavano i grandi come qualcosa di irragiungibile per poi ritrovarsi grandi immersi in una reakltà che non ci appartiene, che gli altri hanno deciso. Il ritorno al passato è l'unico luogo al quale non potremo far ritorno, la nostra itaca resterà nei nostri sogni, nei nostri pensieri, quello che ricrchiamo comunque non è un posto ma è un tempo quella della gioventù.

ghorio

Dom, 10/06/2012 - 20:36

Venezioani con i suoi scritti spesso ci invita a pensare. Nel caso specifico prende lo spunto dalle considerazioni di Papa Benedetto per fraci ritornare ai ricordi della fanciullezza. Un mondo che non si dimentica e al quale si guarda con tanta nostalgia. Poi per tanti, i tra questi anch'io, si registra l'abbandonp dei luoghi natii per motivi di lavoro, con arrivi in luoghi nuovi dove tutto si svolge in modo diverso di come erano i nostri sogni da bambini. Non solo: capita di ritornare , dopo tanti anni, e gli amici di allora o non ci sono più , oppure si trovano in altri paeri dell'Italia e del mondo. La vita insomma è diversa di come si è sognata e, a differenza di Ulisse, il ritorno ad "Itaca" , è quasi sempre diverso di come è stato sognato. La speranza a questo punto è che la vita spirituale ci riservi quella immaginata dai nostri sogni di bambini. Giovanni Attinà

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Dom, 10/06/2012 - 20:58

Le considerazioni del Papa mi fanno ricordare qualcosa di simile attribuito addirittura a S. Antonio il quale (mi pare) disse che il paradiso è qualcosa di "personalizzato", qualcosa di simile alla nostra vita che proseguirà sotto un'altra dimensione insieme a Dio. Mi piace pensare (ma so che non è Cristiano, so che è superbia) che il Paradiso sarà la moltiplicazione di quello che di sano ci piacque in vita; una sorta di eterna gita scolastica, di pranzi con la famiglia e di ricordi di tutto quello che abbiamo fatto in vita e che ci ha reso felici senza infelicitare gli altri. Anche l'identità, quando è confinata nel passato, in un polveroso ma affascinante museo di oggetti popolari, diventa qualcosa di simile ad un ricordo e perciò qualcosa di molto personale, che appartiene ad ognuno di noi, intoccabile dal folklore e dai barbari. "Il ricordo è l'unico paradiso dal quale nessuno ci potrà mai cacciare", diceva J. P. Sartre.

erasmodarotterdam

Dom, 10/06/2012 - 22:00

Se voi foste quel che dite di essere, caro Marcellino pane e vino, vi vedrei ridere e danzare. Te e Benedetto IOR.

Ritratto di Rosella Meneghini

Rosella Meneghini

Dom, 10/06/2012 - 22:30

Le parole di Benedetto XVI confermano l’importanza della famiglia per la crescita armoniosa dell’individuo. Come non ricordare i nostri poveri Natale del dopoguerra! Malgrado le difficoltà, tutta la famiglia si tuffava nella magica atmosfera della Notte Santa. Rivedo il piccolo presepe, costruito sul comò, che sapeva di muschio fresco e di bosco; rivedo l’alberello vero illuminato con le candeline di cera e ornato con mandarini e cioccolatini e assaporo ancora il profumo che spandevano per l’unica stanza sotto il tetto dal quale, attraverso il lucernaio, contavamo le stelle che vegliavano sul nostro sonno. E il trovare una bambola o un mini-servizio da the per le bambole (io conservo ancora la zuccheriera di quel mini-servizio) o un cavallino di cartapesta o una macchinina in legno, era tutta una festa. Eravamo poveri, faceva freddo, ma il cuore era sempre caldo. E mai le stelle, viste da quel lucernaio, sono state tanto belle e lucenti. Un rettangolo di Paradiso.

Papparelli

Dom, 10/06/2012 - 22:33

Vero e bellissimo!

Maver

Dom, 10/06/2012 - 22:48

Se è vero, come è vero, che il paradiso è in relazione con la prima stagione della vita, dobbiamo essere consapevoli del nostro ruolo di garanti dell'infanzia. La responsabilità e nostra e solo nostra. Negare l'infanzia è quanto di più terribile si possa compiere contro il genere umano.

Aristofane etneo

Lun, 11/06/2012 - 09:51

Toccante l'immagine suggestiva del "paradiso" evocata da Papa Benedetto XVI, che a mio parere è il più grande teologo dei nostri giorni oltre che mandato dalla Provvidenza a rabberciare i tanti guai combinati da quel seduttore di masse qual era il Papa polacco. Ma ancor più toccanti sono i commenti dei lettori là dove accennano alla "Itaca" di Ulisse e loro. Il mio paradiso, se mai esistesse, è di tutt'altro genere e di Ulisse mi ha sempre affascinato il demone ("daimon") della scoperta. P.s.: Fortuna che 'sto Papa non ha il culone, come la sig.ra Merkel o come i "grassi" Tedeschi, che hanno il demerito di essere anche "crucchi". E se li imitassimo cominciando a ingrassare anche noi? ... "American ciccions e deutsche kulonen" und "Italien-i de panza". Cordialità a Lei e ai Suoi lettori. Viva la nostra bella e sgarrupata Italia.

Ritratto di Ovidio Gentiloni

Ovidio Gentiloni

Lun, 11/06/2012 - 13:33

Che bell'articolo! Grazie!!!

Ritratto di giancarlo tortoli

giancarlo tortoli

Lun, 11/06/2012 - 14:31

Perdiamo la nostra "grinta" del quotidiano per entrare nella magia dell'infanzia, e più il tempo passa e più ci rendiamo conto di quanto essa stessa possa essere stata un piccolo paradiso in terra, circondato comunque da un impalpabile senso del piacere, il più genuino della nostra vita. L'infanzia è un angelo custode. E lì per lì è un angelo nascosto, senza nome, che se ne sta attento in quella sua ombra piena di luce, sin quando i "segnali di richiamo cominceranno a cercarci attraverso l'abisso del tempo" perchè il percorso della nostra vita giunge al termine.

Ritratto di Luca Scialò

Luca Scialò

Lun, 11/06/2012 - 15:05

In effetti, sebbene Dante ci abbia dato una valida ricostruzione delle tre dimensioni ultraterrene, tendiamo ad immaginare ciò che ci aspetta nell'al di là plasmando il nostro pensiero attraverso le nostre paure o gioie.

guemas

Lun, 11/06/2012 - 20:09

Scrivi sempre cose bellissime. Dio ti benedica.

lauraromana

Mar, 12/06/2012 - 19:23

Anch'io ringrazio per questa ennesima splendida prosa poetica.

Ritratto di MARINA58

MARINA58

Mar, 12/06/2012 - 19:58

Egregio Dottor Veneziani: non sò perchè...ma personalmente mi rispecchio in lei; il più delle volte...mi lascia senza parole e sa perchè? perchè in fondo, nel mio piccolo,(rispetto a lei) trovo che qualcosa ci accomuna...siamo entrambi poetici, contemplativi e ricchi di immaginazione inesauribile; ma la sua QUALITAS...un pò, come la mia...( molto modesta rispetto alla sua) si esprime ai massimi livelli, quando il mondo ha smesso di pressare e chiuderci in un angolo! la ringrazio Signore e...seppur commentando ormai assai poco, la leggo con...passione sempre! non l'ho dimentichi!! con affetto sincero Marina.