Il paradosso del pallone Meno calciatori e più dirigenti

In cinque anni raddoppiati i manager ma persi 100mila giocatori. Che sono pure i più «anziani» e meno controllati d'Europa I tifosi più violenti? Di Roma, Juve e... Bari

Cala il numero dei giocatori tesserati alla Fgci anno e contemporaneamente aumentano i dirigenti sportivi. Diminuiscono le società calcistiche ma paradossalmente aumentano i tecnici. Scende il numero delle squadre però gli arbitri restano più o meno gli stessi. Benvenuti nel mondo della religione più praticata in Italia, il calcio, che ieri ha iniziato l'anno liturgico 2017-2018. Ma i numeri dicono che il calcio è in una crisi profondissima.

I dati sono stati pubblicati dal sito Truenumbers.it e riguardano il confronto tra la stagione calcistica 2010-2011 e quella 2015-2016 e disegnano un mondo del calcio dove sempre meno persone corrono sui campi alla ricerca del gol e sempre più persone gli dicono come fare. I numeri sono questi: i calciatori tesserati erano 1 milione 151mila nel 2010-2011 e sono diventati 1 milione e 62mila nel 2015-2016. I dirigenti sportivi erano, invece, 132.163 nel 2010-2011 e sono diventati 233.141. Quasi un raddoppio delle poltrone nel giro di appena 6 anni.

Ma il fatto stupefacente è che i dirigenti crescono nonostante cali il numero delle società che dovrebbero dirigere: sono passate da 14.653 a 13.120. In pratica se nel 2010-2011 c'erano 9 dirigenti per ogni società calcistica, nello scorso campionato si è saliti a quasi 18. La casta pallonara ha praticamente raddoppiato le poltrone proprio mentre cala il numero dei giocatori tesserati. Gli arbitri? Più o meno lo stesso percorso: tra il 2010-2011 e il 2015-2016 sono calati di 1.054 unità, ma il calo si è registrato solo nell'ultimo anno perché nel campionato 2014-2015 le giacchette nere erano 37 in più rispetto al 2010-2011.

Ma anche per quanto riguarda i giocatori c'è qualcosa che non va: sono anziani. Molto anziani. Il campionato italiano di Serie A 2015-2016 è stato il più anziano rispetto ai maggiori campionati continentali. Secondo i dati del sito specializzato Transfermarkt l'anno scorso sono scesi in campo ben 147 giocatori di età pari o superiore ai 30 anni rispetto ai 117 della Premier League inglese, ai 113 della Ligue1 francese e della Ligua spagnola e, addirittura, agli appena 74 del campionato tedesco, il più giovane tra quelli dei principali Paesi europei. Gli attaccanti italiani anziani di Serie A erano addirittura 28 rispetto ai soli 8 del campionato francese e agli 11 del campionato tedesco.

Quindi: meno giocatori, più anziani e anche meno controllati. Nel 2016 l'apposita sezione del ministero della Salute (Cvd) ha controllato appena 122 giocatori pari allo 0,01% del numero dei giocatori tesserati Figc. Una percentuale ridicola che diventa una barzelletta se si pensa che dei 122 giocatori controllati, 44 erano giocatrici. Significa che in un anno sono stati controllati appena 78 atleti maschi dei quali, purtroppo, non è dato a sapere quanti fossero i giocatori di Serie A. Dei 122 atleti solo 2 sono risultati positivi a sostanze vietate mentre altri 2 sono stati trovati positivi alla cannabis (oltre a due ciclisti positivi alla cocaina). Invece di aumentare i controlli sui giocatori di calcio, il Cvd si è preoccupato di eseguire controlli antidoping su chi partecipa a gare di pesca sportiva, scoprendone perfino uno positivo.

In compenso c'è meno violenza negli stadi, almeno se si considerano il numero di divieti di partecipare a manifestazioni sportive (Daspo) emessi. Nel campionato 2014-2015 (ultimi dati resi disponibili dal ministero dell'Interno) i Daspo comminati a tifosi di squadre di serie A sono stati 436 dai 732 del campionato precedente. In cima alla classifica ci sono i tifosi della Roma: 85 sono stati sanzionati, poco meno del doppio rispetto ai 48 del campionato precedente. Seconda in classifica è la Juventus con 59 Daspo pari alla metà rispetto ai precedenti 106. Anche il Napoli cala il numero dei tifosi violenti: 58 rispetto ai precedenti 78.

In Serie B in cima alla classifica c'è il Bari con 109 seguito dal Brescia con 69 e dal Bologna con 30. I Daspo, però, fioccano altrove, in particolare nelle serie minori: sempre nel corso del campionato 2014-2015 ne sono stati emessi addirittura 857 dagli 830 del campionato precedente. E positivi sono anche i numeri dei feriti durante le competizioni calcistiche: i dati sono tutti in calo: meno feriti sia tra i civili (cioè i tifosi) sia quelli tra le forze dell'ordine sia quelli tra gli addetti agli stadi, gli stewards. Cala anche il numero di persone denunciate, che nel campionato 2014-2015 sono state 266 rispetto alle 654 dell'annata precedente. Gli arrestati sono stati 39, 10 in meno rispetto al campionato 2013-2014.

Commenti

wrights

Dom, 20/08/2017 - 12:27

Niente di strano, anche l'industria del calcio, ha sempre meno operai italiani e più stranieri, quindi non c'è convenienza per le federazioni investire in Italia. I manager crescono per lo stesso motivo, rimangono più utili e qualcuno se li deve pur prendere. Tutto logicamente alla faccia dello Sport.

ghorio

Dom, 20/08/2017 - 12:42

Lo scandalo del calcio non riguarda solo i giocatori e i loro scandalosi guadagni, ma anche i dirigenti sempre più numerosi che pontificano e guadagnano cifre scandalose.

angelovf

Dom, 20/08/2017 - 12:58

Siete un covo di parassiti, e idioti chi vi segue e non capisce che è diventato un commercio, seguite le partite dei ragazzi negli stadi parrocchiali o dilettanti, ragazzi che giocano dopo una settimana di lavoro, che si devo anche pagare lo stadio, questo è bello vedere, e 100 milioni dati ad un pinco pallino, solo perché ha avuto un po' di fortuna, e fisse solo questo è tutta la marmaglia che vive dietro.

@ollel63

Dom, 20/08/2017 - 14:12

il calcio sta andando in malora, come tutto il resto.