Il paradosso Pd e Arcigay denunciano il Cav per una battuta

Ci hanno pensato su più di un mese, poi ieri hanno fatto il grande passo e hanno varcato il portone della Procura della Repubblica di Torino. Sì, perché quella frase pronunciata il 2 novembre scorso da Silvio Berlusconi «meglio essere appassionato di belle donne che gay» non può restare impunita e va lavata con le carte bollate. Questo almeno si augurano i firmatari dell’esposto presentato ieri contro il premier, tra i quali spiccano i nomi di Giovanni Caponetto, presidente del comitato Arcigay della provincia di Torino, ma anche di due esponenti del Pd, la parlamentare Anna Paola Concia e Andrea Benedino, membro della segreteria provinciale. Pronto il commento di Maurizio Marrone, vicecoordinatore del Pdl a Torino: «La tristezza e la meschinità di questi personaggi riesce ogni volta a sorprenderci, dimostrando quali siano le reali priorità del Pd, ben lontane dai problemi degli italiani e quanta ipocrisia animi le organizzazioni dell’omosessualità militante».