Il paradosso della ribellione

Pochi film hanno trasmesso il senso di un'epoca come Easy Rider, uscito nel 1969. La nuova Hollywood si affacciava al successo, aggiornando proprio la nozione di «successo»: la cosiddetta controcultura giovanile si vendeva, e anche bene. Per le corporation fu una scoperta proficua. Alla regia Dennis Hopper, protagonista e sceneggiatore Peter Fonda. Tra gli emergenti, un gigantesco Jack Nicholson. La colonna sonora entrò nel mito: Steppenwolf, The Byrds, Hendrix. È una sfilata del miglior rock. Easy Rider mostrava una generazione pacifica, desiderosa di libertà e insofferente alle regole. Il chopper di Fonda lanciato a tutta velocità nel nulla dei deserti americani diventò una icona hippie. In questa storia c'è una contraddizione latente. Pronta a esplodere negli anni successivi. La contestazione, parcheggiata la Harley Davidson, si mostra un momento fondamentale del passaggio da una forma di capitalismo all'altra. Il denaro non vuole più tradizioni, confini, senso di appartenenza e di identità. Non accetta vincoli morali dettati dalla religione o dalla filosofia. Vuole diventare globale e onnipotente su una massa informe di consumatori. Come purtroppo è oggi. Non abbiamo di fronte il capitalismo ma la sua degenerazione. Senza morale (e senza la minaccia del comunismo) il mercato, quanto libero non si capisce, mostra più di qualche crepa. Cosa c'entra Easy Rider? C'entra eccome. L'insofferenza per il vecchio mondo borghese ha realizzato i sogni più sfrenati della nuova borghesia. All'inizio degli anni Sessanta, Augusto Del Noce spiegava a un pubblico distratto dalla Scuola di Francoforte cosa sarebbe accaduto. Sarebbe nato un capitalismo nuovo che aveva bisogno di liberarsi della religione, delle radici, dell'autenticità, dello spirito di comunità. Il nuovo capitalismo avrebbe realizzato così una parte dell'agenda marxista, escludendo però il lavoro e mantenendo l'«alienazione». La contestazione si occupò di questa opera disgregante. Marcello Veneziani, in Processo all'Occidente (1990), saggio introdotto da Augusto Del Noce, aggiunge un tassello: buttata via ogni «sovrastruttura» ideologica, i contestatori sono diventati ingranaggi della società consumista esplosa negli anni Ottanta. La rivoluzione fu sconfitta e i rivoluzionari furono e sono ancora premiati dal potere. Alla fine della strada nel deserto di Easy Rider c'erano un centro commerciale e un posto d'onore, spesso nei media...